
Dopo la scomparsa di Enrica Bonaccorti, anche Massimo Giletti ha voluto ricordarla con alcune parole affidate a un’intervista a Fanpage.it. I due avevano lavorato insieme per due anni nel programma di Rai2 I Fatti Vostri, e il ricordo che il giornalista conserva non riguarda tanto l’immagine della star televisiva nel momento del suo massimo successo, quanto una fase più complessa della sua carriera.
Proprio in quel periodo, racconta Giletti, emergeva con forza uno dei tratti che più lo avevano colpito: una personalità solida, capace di stare davanti alle telecamere senza bisogno di costruirsi attorno un piedistallo.
“La tv come un elettrodomestico”
Nel raccontare Bonaccorti, Giletti sottolinea soprattutto il modo in cui la conduttrice interpretava la televisione. Non come un luogo solenne e distante, ma come qualcosa di familiare, parte della quotidianità delle persone.
Nell’intervista a Fanpage.it usa una metafora che ha fatto discutere: “Era come un elettrodomestico che accendi”, dice parlando della televisione che Bonaccorti rappresentava.
Secondo Giletti, la conduttrice contribuì a smantellare la televisione più liturgica e pedagogica della tradizione Rai, portandola dentro la dimensione domestica della vita quotidiana.
“Era il fatto di rappresentare uno schermo televisivo che diventava diverso, cioè smantellava quella sacralità e diventava un qualcosa di più familiare e non era più la tv liturgica, pedagogica. Era come un elettrodomestico che va e che accendi come puoi accendere una lavatrice. Era parte della tua vita”.
Un’immagine che vuole essere un elogio alla sua capacità di rendere la televisione più vicina al pubblico, ma che — detta così — lascia comunque un piccolo effetto straniante. Paragonare una grande protagonista dello spettacolo a una lavatrice da accendere in casa suona inevitabilmente un filo inelegante, soprattutto quando si parla di una figura come Enrica Bonaccorti. Più che una rivoluzione televisiva, il rischio è quello di farla sembrare davvero… un elettrodomestico.
L’annuncio della gravidanza in diretta
Giletti ricorda anche uno dei momenti più discussi della carriera di Bonaccorti: quando annunciò in diretta televisiva la sua gravidanza. All’epoca fu un gesto che fece molto parlare. Lei stessa, racconta il giornalista, gli spiegò la scelta con grande semplicità. Per Bonaccorti non si trattava di un gesto clamoroso, ma semplicemente di qualcosa di naturale.
“Era normale”, gli disse.
In quegli anni portare la dimensione personale dentro lo schermo non era ancora una consuetudine. Bonaccorti però lo viveva con naturalezza, senza trasformarlo in un evento.
“Mai perdere le emozioni”
C’è una frase che Giletti dice di ricordare più di tutte, rivelata proprio nell’intervista a Fanpage.it:
“Mai perdere le emozioni. Vivile sempre, goditele fino all’ultimo perché la vita oggi c’è, domani non c’è”.
Il giornalista tiene anche a precisare un aspetto che spesso rischia di passare in secondo piano nei ricordi televisivi. Bonaccorti era una donna molto affascinante e consapevole della propria immagine — “ammiccava alle telecamere, le piaceva essere ammirata”, racconta.
Ma quello che lo colpì davvero, lavorando con lei, fu altro: il modo di ragionare, la profondità dei pensieri, le storie che portava con sé.
E poi c’era un dettaglio che, secondo Giletti, basterebbe da solo a raccontare il talento di Enrica Bonaccorti: il testo di “La lontananza” scritto per Domenico Modugno. “Basterebbe solo questo”, osserva, “una donna che scrive un testo straordinario come quello per capire chi era davvero”.


