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Garlasco, non si conoscerà mai l’orario preciso della morte di Chiara Poggi: “È successo tra le 7:30 e le 12:30”

Pubblicato: 13/03/2026 08:11

A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, resta ancora un punto destinato probabilmente a rimanere senza una risposta definitiva: l’orario esatto della morte di Chiara Poggi. Secondo quanto sostiene il genetista della famiglia Poggi, Marzio Capra, neppure la recente relazione redatta dall’antropologa forense Cristina Cattaneo sarebbe in grado di fissare con precisione scientifica il momento del decesso. Un elemento che, anche se chiarito, non cambierebbe in modo sostanziale il quadro investigativo.

La nuova relazione è attualmente agli atti della Procura di Pavia, ma resta coperta da segreto anche per gli avvocati delle parti coinvolte nel nuovo filone d’indagine sul delitto di Garlasco. In questa fase investigativa è indagato Andrea Sempio, accusato di omicidio in concorso con Alberto Stasi – unico condannato in via definitiva – oppure con persone rimaste ignote.
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L’orario della morte di Chiara Poggi

Nel corso dei 19 anni di indagini e processi, le sentenze hanno progressivamente collocato l’omicidio di Chiara Poggi in una finestra temporale molto ristretta: tra le 9.12 e le 9.36 del mattino del 13 agosto 2007. Si tratta dell’intervallo compreso tra il momento in cui la vittima disattiva l’allarme di casa e quello in cui Alberto Stasi accende il computer nella propria abitazione.

Questa ricostruzione contrasta con quanto indicato inizialmente dal medico legale nell’autopsia. Nella sua relazione, infatti, si legge che – pur con le cautele legate alle valutazioni tanatocronologiche – la morte della giovane sarebbe avvenuta tra le 10.30 e le 12 circa, con una maggiore probabilità attorno alle 11-11.30. Lo stesso documento, tuttavia, evidenziava alcune limitazioni tecniche dell’esame, tra cui il fatto che il corpo della ragazza non era stato pesato, elemento che può incidere sulle stime del tempo trascorso dal decesso.

Con il passare degli anni, però, la ricostruzione giudiziaria ha anticipato progressivamente l’orario della morte, arrivando a collocarlo prima dell’avvio dell’attività al computer da parte di Stasi.

La finestra temporale secondo il genetista Marzio Capra

Dal punto di vista strettamente scientifico, secondo Marzio Capra, l’intervallo temporale rimane molto più ampio. Il genetista sostiene infatti che la forbice oraria della morte debba essere compresa tra le 7.30 e le 12.30.

«L’orario è compreso fra le 7:30 e le 12:30 ed è stato stabilito sulla base dei dati ricavati dal medico legale. Su questo orario sono state poi valutate le altre ipotesi», ha spiegato Capra.

In altre parole, la riduzione a pochi minuti – quelli tra le 9.12 e le 9.35 – non deriva da elementi puramente scientifici ma da una ricostruzione investigativa basata su indizi e circostanze emerse nel corso delle indagini.

Gli elementi indiziari che restringono l’orario

Tra i fattori che hanno contribuito a restringere la finestra temporale c’è innanzitutto il disinserimento dell’allarme della villetta di via Pascoli alle 9.12, operazione compiuta proprio da Chiara Poggi mentre stava facendo colazione.

Secondo quanto riferito dai genitori agli investigatori, la giovane aveva l’abitudine di aprire tutte le persiane della casa al mattino, ma quel giorno alcune risultarono ancora chiuse. Un dettaglio interpretato come il segno che la ragazza non ebbe il tempo di completare le normali attività domestiche prima dell’aggressione.

Un altro elemento riguarda la testimonianza di una persona che avrebbe visto una bicicletta parcheggiata davanti alla villetta poco dopo le 9.12 e che, secondo lo stesso racconto, non sarebbe stata più presente intorno alle 10.

L’intero processo indiziario si è fondato su oltre dieci elementi di questo tipo, utilizzati per ricostruire la dinamica temporale del delitto.

Chiara Poggi, la vittima del delitto di Garlasco

I 23 minuti al centro della condanna di Alberto Stasi

Nella sentenza di condanna definitiva di Alberto Stasi, i giudici hanno evidenziato come l’imputato avesse dichiarato di essere rimasto a casa tutta la mattina del 13 agosto per lavorare alla propria tesi di laurea.

Gli accertamenti tecnici su telefoni e computer, consegnati agli investigatori il giorno successivo al delitto, avrebbero individuato tre possibili finestre temporali nelle quali Stasi avrebbe potuto allontanarsi dall’abitazione. Tra queste, la prima è stata considerata l’unica concretamente compatibile con l’orario della morte della vittima.

Proprio per questo motivo l’attenzione degli investigatori e dei giudici si è concentrata su 23 minuti precisi: quelli che vanno dalle 9.12, quando Chiara Poggi disattiva l’allarme della sua casa, alle 9.35, quando il computer di Stasi viene acceso.

Secondo la ricostruzione accusatoria, in quel lasso di tempo Stasi avrebbe raggiunto in bicicletta la villetta di via Pascoli, distante meno di due chilometri dalla sua abitazione. Dopo l’omicidio, sempre secondo questa ipotesi, sarebbe rientrato a casa, avrebbe acceso il computer e ripreso il lavoro sulla tesi che aveva interrotto la sera precedente proprio a casa della fidanzata.

Resta però un punto che continua a dividere consulenti e ricostruzioni processuali: l’orario esatto della morte di Chiara Poggi, un dettaglio che, dal punto di vista scientifico, potrebbe non essere mai stabilito con assoluta certezza.

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