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Che lavoro faceva Matteo Salvini prima della politica? La verità sul curriculum

Pubblicato: 17/03/2026 20:31
che lavoro faceva salvini prima di entrare in politica

In Italia c’è una curiosità che torna come un ritornello ogni volta che un leader diventa impossibile da ignorare: “Sì, ma prima… che vita faceva?”. Con Matteo Salvini succede da anni, perché la sua storia pubblica sembra cucita addosso a un’unica parola: politica.

Eppure, dietro il personaggio che divide, c’è un passato che molti ricostruiscono “a frammenti”: una scuola nota, l’università rimasta in sospeso, qualche lavoretto raccontato da lui e un’attività che, comunque, gira sempre attorno al mondo leghista. Ed è lì che la domanda si fa più pop, più diretta: prima dei ministeri e delle dirette social, che lavoro faceva davvero?

Milano, il liceo “importante” e l’università lasciata lì

Salvini nasce a Milano il 9 marzo 1973 e cresce in un contesto da classe media. Frequenta il Liceo classico Alessandro Manzoni e si diploma nel 1992: un dettaglio citato spesso, perché restituisce l’immagine di un inizio lineare, quasi “classico”.

Poi c’è l’università: prima Scienze Politiche, poi Lettere, sempre all’Università degli Studi di Milano. Ma il traguardo non arriva: dopo anni fuori corso, Salvini lascia. Ed è qui che il racconto cambia ritmo, perché la domanda successiva viene naturale: e nel frattempo, che lavoro faceva?

Matteo Salvini: che lavoro faceva prima della politica

Quel curriculum “corto” che fa discutere

Nel curriculum istituzionale la parte “non politica” è ridotta all’osso: poche righe essenziali con i dati anagrafici, il diploma e poi una sequenza di incarichi politici. Il resto sembra scomparire.

L’unico riferimento a un’attività lavorativa fuori dalle cariche è una definizione che pesa e che resta lì, in bella vista: “giornalista professionista”. Tutto il resto, ufficialmente, non compare. Ed è proprio questa sintesi estrema che nel tempo ha alimentato commenti, battute e polemiche sul suo lavoro prima della politica.

Matteo Salvini e il curriculum: cosa risulta prima della politica

Il racconto dei lavoretti: fast food, portapizze, segreteria

Fuori dai documenti, c’è il Salvini che in varie occasioni ha raccontato le esperienze da ragazzo: lavori brevi, quelli che si fanno per tirare avanti o mettere via qualcosa. Piccoli pezzi di quotidianità che, per molti, rendono la storia più “normale”.

Secondo quanto riferito da lui nel tempo, tra i lavoretti ci sarebbero stati:

  • commesso al fast food Burghy in Galleria Vittorio Emanuele, a Milano
  • portapizze
  • alcuni periodi come segretario

L’unico lavoro “strutturato” fuori dalle istituzioni: il giornalismo di partito

Il passaggio più solido, almeno nella narrazione pubblica, resta quello legato al giornalismo. Dal 1997 Salvini lavora per il quotidiano La Padania. Dal 1999 collabora con Radio Padania e arriva anche a ricoprire il ruolo di direttore.

C’è però un dettaglio che cambia prospettiva: si tratta di attività strettamente collegate all’universo della Lega. Per chi lo critica, è la conferma di una carriera cresciuta sempre “in casa”; per chi lo difende, è lavoro vero, con responsabilità e visibilità.

“Non ha mai lavorato”: la frase che è diventata una sentenza

In Italia l’etichetta di “professionista della politica” è una di quelle che bruciano. Nel caso di Salvini è stata ripetuta così spesso da diventare un tormentone, usato soprattutto come attacco.

Nel 2016, un gip di Bergamo ha stabilito che non è diffamatorio dire che Salvini “non ha mai lavorato”, spiegando che nel linguaggio comune l’espressione si riferisce a chi non ha svolto attività lavorative al di fuori della politica. Nelle motivazioni si legge anche che Salvini non avrebbe potuto dimostrare attività esterne alla Lega.

Dentro la Lega da giovanissimo: la scalata comincia presto

Il punto, alla fine, è semplice: Salvini entra in politica prestissimo, nel 1990. Mentre molti coetanei stanno ancora scegliendo una direzione, lui è già dentro la macchina del partito.

A soli 20 anni, nel 1993, viene eletto consigliere comunale a Milano. Da lì in poi, ruoli e incarichi si susseguono: Giovani Padani, gli organi di partito, e poi l’Europa.

Matteo Salvini agli inizi nella Lega

Europa, presenze e accuse: un’altra polemica che non si è mai spenta

Salvini è stato europarlamentare in due periodi (2004-2006 e 2009-2018). Anche qui, la lettura pubblica si divide: da una parte chi lo vede come protagonista politico, dall’altra chi insiste sui numeri.

Nel 2016 un tribunale ha stabilito che non è diffamatorio definirlo “assenteista”, perché i dati di presenza non avrebbero smentito l’accusa. Un passaggio giudiziario che ha riacceso le critiche, alimentate da ricostruzioni che lo descrivevano meno presente della media.

Dal Viminale ai Trasporti: il potere e la comunicazione che lo tengono al centro

Nel 2018 Salvini diventa ministro dell’Interno nel governo Conte I. Anche in quel periodo non mancano contestazioni sulla presenza fisica al Viminale: alcune analisi giornalistiche parlarono di pochi giorni interi trascorsi al ministero nei primi mesi. Lui replicò che il lavoro di un ministro può essere svolto ovunque.

Oggi è ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepresidente del Consiglio nel governo guidato da Giorgia Meloni. E, al di là dei giudizi, resta un fatto: Salvini è uno di quei nomi che riescono a dettare il ritmo del dibattito, anche grazie a una comunicazione diretta e continua, capace di incendiare i social in pochi minuti.

Non solo politica: i libri e il racconto di sé

In mezzo a incarichi e polemiche, Salvini ha anche pubblicato libri, tra cui Secondo Matteo (2016) e Io sono Matteo Salvini (2019). Testi autobiografici e politici che si inseriscono nella sua strategia più evidente: raccontarsi e trasformare la propria storia in un tema pubblico.

E così si torna al punto di partenza. Per molti è “uno che ha fatto solo politica”, per altri è “uno che si è costruito da giovanissimo” dentro un partito. In mezzo resta la domanda che non smette di mordere: prima delle poltrone, prima dei ministeri, prima di tutto… che cosa resta davvero?

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Ultimo Aggiornamento: 17/03/2026 20:32

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