
Il mondo del cinema e della televisione statunitense perde uno dei suoi volti più riconoscibili, un interprete che nel corso di decenni ha attraversato generi, epoche e produzioni diventando familiare a milioni di spettatori. L’attore dalla carriera lunga e prolifica è morto negli Stati Uniti all’età di 89 anni dopo aver lavorato per oltre mezzo secolo tra grande e piccolo schermo, spesso accanto ad alcune delle più importanti star di Hollywood.
Nel corso della sua carriera è apparso in numerosi film e serie televisive, costruendo una presenza solida e costante soprattutto nel genere western, che lo ha reso particolarmente noto tra il pubblico americano. Il suo volto è diventato familiare anche grazie alla televisione, dove ha preso parte a molte produzioni di successo e ha avuto anche un ruolo ricorrente nella sitcom della ABC “Grace Under Fire”. Nonostante spesso interpretasse ruoli di supporto, la sua capacità di adattarsi a contesti diversi lo ha portato a lavorare con registi e attori di primissimo piano.
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Cinema in lutto: l’attore si è spento a 89 anni
Tra le collaborazioni più significative della sua carriera figurano quelle con Robert Redford, con cui recitò in “Jeremiah Johnson” del 1972 e in “Brubaker” del 1980 diretto da Sydney Pollack. Proprio in quest’ultimo film Matt Clark interpretò Roy Purcell, l’ex impiegato del direttore del carcere, un personaggio che rimane tra i più ricordati della sua filmografia. Nel corso degli anni lavorò anche al fianco di Clint Eastwood in diversi titoli diretti da Don Siegel, tra cui “The Beguiled” del 1971, “The Outlaw Josey Wales” del 1976 e “Honkytonk Man” del 1982.

Il legame professionale con alcuni registi fu particolarmente duraturo. Con Stuart Rosenberg, ad esempio, Clark lavorò in più occasioni: fu tra i protagonisti di “Pocket Money” del 1972, “The Laughing Policeman” del 1973, ancora “Brubaker” e successivamente “Let’s Get Harry” del 1986. Parallelamente all’attività di attore, Clark sperimentò anche il lavoro dietro la macchina da presa. Nel 1988 diresse infatti il film “Da”, interpretato da Bernard Hughes, Martin Sheen e dal suo ex insegnante di recitazione William Hickey. La pellicola raccontava la storia di un drammaturgo newyorkese che torna in Irlanda per il funerale del padre, un viaggio che lo costringe a confrontarsi con il proprio passato.
Il suo nome rimane però legato soprattutto al western, genere che attraversò gran parte della sua carriera. Clark apparve in numerosi titoli diventati punti di riferimento per gli appassionati: tra questi “Will Penny” del 1967, “Monte Walsh” del 1970, “Macho Callahan” dello stesso anno, “The Culpepper Cattle Co.” del 1972 e “The Great Northfield Minnesota Raid” sempre del 1972. Nel 1973 partecipò anche a “Pat Garrett and Billy the Kid” di Sam Peckinpah, mentre negli anni successivi arrivarono film come “Hearts of the West” di Howard Zieff nel 1975, “Kid Vengeance” nel 1976, “The Legend of the Lone Ranger” nel 1981 e, molti anni più tardi, “A Million Ways to Die in the West” nel 2014.

R.I.P. Matt Clark (1936-2026) pic.twitter.com/kPFGp93Uag
— Joker74 (@Joker7446013439) March 17, 2026
Tra le apparizioni più ricordate dal grande pubblico c’è però anche quella in “Ritorno al futuro – Parte III”, capitolo del 1990 della celebre saga ambientato nel Vecchio West. In quel film Clark interpretava un barista, un ruolo breve ma che contribuì a renderlo riconoscibile anche alle nuove generazioni di spettatori. Matt Clark è morto domenica 15 marzo nella sua casa di Austin, in Texas. La notizia della sua scomparsa è stata confermata dalla moglie Sharon Mays alla rivista Variety, spiegando che l’attore è deceduto a causa di complicazioni dopo un intervento chirurgico alla schiena.
Ripensando alla sua lunga esperienza nel cinema western, Clark non aveva mai nascosto quanto quel genere fosse stato centrale nella sua vita artistica. In un’intervista del 1991 parlò apertamente del suo rapporto con quelle produzioni, riassumendo con entusiasmo ciò che avevano rappresentato per lui: “Li adoravo”.


