
Era una giornata come tante per gli operai della fabbrica di ricambi automobilistici di Daejeon, in Corea del Sud, quando all’improvviso tutto è cambiato. Il rumore delle macchine, le conversazioni tra colleghi e il ritmo delle linee di produzione sono stati sostituiti dal fragore delle fiamme e dal crepitio della struttura che cominciava a cedere. Chi lavorava in ufficio ha visto il fumo invadere i corridoi, chi era vicino alle linee produttive si è trovato circondato da fiamme alte diversi metri. In pochi secondi, quello che doveva essere un pomeriggio di lavoro tranquillo si è trasformato in un incubo.
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Alcuni dipendenti hanno raccontato di aver cercato di mettersi in salvo spingendo porte ormai incollate dal calore, altri hanno deciso di lanciarsi dalle finestre pur di evitare la morsa delle fiamme. Il panico ha preso il sopravvento, trasformando i corridoi e le scale della fabbrica in percorsi pericolosi, pieni di ostacoli, fumo e urla di chi cercava disperatamente aiuto. L’angoscia era palpabile e il tempo sembrava dilatarsi mentre i minuti passavano, con la consapevolezza che ogni secondo poteva fare la differenza tra la vita e la morte.

L’incendio nella fabbrica di Daejeon
Secondo i primi bollettini delle autorità locali, l’incendio è scoppiato intorno all’una di pomeriggio, quando all’interno della fabbrica si trovavano oltre 170 persone. Le fiamme si sono propagate rapidamente, alimentate dai materiali presenti nell’edificio, raggiungendo punti critici che hanno reso difficili le operazioni di soccorso. Al momento, risultano almeno 53 feriti, di cui 35 in condizioni gravi o gravissime, mentre altre 15 persone risultano ancora disperse.
Le immagini diffuse dalla stampa locale mostrano scene drammatiche: fumo nero e denso che fuoriesce dalle finestre, operai che tentano di mettersi in salvo gettandosi dai balconi e dai piani superiori e vigili del fuoco impegnati in una corsa contro il tempo per domare l’incendio. I pompieri hanno spiegato che, al momento, non è stato possibile accedere all’interno della fabbrica a causa del rischio di collasso strutturale.
Massive fire breaks out at an auto parts factory in Daejeon, South Korea pic.twitter.com/18xZ6khBkD
— Surajit (@surajit_ghosh2) March 20, 2026
Rischio esplosione per il sodio
A peggiorare la situazione contribuisce la presenza di circa 200 chilogrammi di sodio immagazzinati all’interno della fabbrica. Questo elemento chimico può reagire violentemente con l’acqua o con altri materiali, aumentando il rischio di esplosione improvvisa. Le autorità hanno quindi deciso di mantenere la zona completamente isolata, concentrandosi inizialmente sul salvataggio delle persone raggiungibili e sull’evacuazione delle aree circostanti.
Il governatore di Daejeon ha dichiarato che le operazioni di soccorso stanno proseguendo 24 ore su 24, con squadre speciali pronte a intervenire appena sarà possibile entrare in sicurezza. Anche le autorità sanitarie locali hanno allestito punti di emergenza per accogliere i feriti, mentre le famiglie dei lavoratori attendono notizie con crescente apprensione.

Scenari futuri e indagini
Oltre all’emergenza immediata, le autorità hanno annunciato l’apertura di un’inchiesta per determinare le cause dell’incendio. Sarà fondamentale capire se vi siano state negligenze nella sicurezza sul lavoro, problemi legati all’immagazzinamento dei materiali chimici o altre condizioni che abbiano favorito la rapida propagazione delle fiamme. La priorità resta però la ricerca dei dispersi, con i vigili del fuoco che si preparano a entrare non appena i rischi strutturali e chimici saranno ridotti.
La tragedia di Daejeon richiama l’attenzione sull’importanza della sicurezza negli impianti industriali e sull’adozione di misure preventive rigorose per evitare simili catastrofi. L’intera Corea del Sud segue con apprensione le operazioni di soccorso, mentre la comunità internazionale osserva le drammatiche immagini che arrivano dalla fabbrica, consapevole di quanto un incendio possa trasformarsi rapidamente in un evento devastante.


