
Scatta il conto alla rovescia per il ritorno dell’ora legale, previsto tra la notte di sabato 28 e domenica 29 marzo. Un appuntamento consueto per milioni di cittadini, ma che quest’anno potrebbe assumere un valore diverso: potrebbe infatti essere l’ultimo cambio stagionale dell’orario in Italia. In Parlamento è già iniziato un percorso che punta a valutare l’introduzione dell’ora legale permanente, con possibili conseguenze rilevanti sul piano economico, energetico e sociale.
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Avviato l’iter alla Camera
La Commissione Attività produttive della Camera dei deputati ha dato il via a un’indagine conoscitiva sull’impatto dell’adozione stabile dell’ora legale nel nostro Paese. L’iniziativa nasce anche su impulso della Società italiana di medicina ambientale e dell’associazione Consumerismo No Profit, oltre che del deputato Andrea Barabotti.
L’obiettivo è chiaro: analizzare in maniera approfondita i possibili effetti di una scelta che eliminerebbe definitivamente il passaggio all’ora solare, mantenendo lo stesso orario per tutto l’anno. I lavori dovrebbero concludersi entro la fine di giugno, con la possibilità di avviare anche una fase sperimentale.

Un dibattito fermo in Europa
La questione non riguarda solo l’Italia. Il tema dell’abolizione del cambio d’ora è stato infatti affrontato anche a livello europeo. Nel 2018 la Commissione europea aveva promosso una consultazione pubblica che aveva raccolto il parere di milioni di cittadini: una larga maggioranza si era espressa a favore della fine del sistema attuale.
Nel 2019 il Parlamento europeo aveva approvato una proposta per lasciare ai singoli Stati la libertà di scegliere tra ora legale permanente e ora solare permanente. Tuttavia, il processo decisionale si è successivamente bloccato, anche a causa delle difficoltà legate alla pandemia e alle divergenze tra i Paesi membri.
Risparmio energetico e impatto ambientale
Tra gli elementi centrali dell’indagine italiana ci sono i benefici legati al risparmio energetico. Secondo i dati forniti da Terna, tra il 2004 e il 2025 l’adozione dell’ora legale ha consentito una riduzione significativa dei consumi di energia elettrica, con effetti positivi anche sui costi sostenuti dai cittadini.
A questo si aggiunge il tema delle emissioni di CO2, che risultano ridotte grazie al minor utilizzo di energia. Le stime indicano un impatto ambientale non trascurabile, con una diminuzione annua delle emissioni paragonabile a quella ottenibile attraverso la piantumazione di milioni di alberi.

Obiettivi e prossimi passaggi
L’indagine conoscitiva punta a fornire un quadro completo e aggiornato sugli effetti dell’eventuale introduzione dell’ora legale permanente. Tra i punti chiave figurano l’analisi delle ricadute sul sistema produttivo, il confronto tra i diversi modelli orari e la valutazione dell’impatto socio-economico complessivo.
Nei prossimi mesi saranno ascoltati numerosi soggetti: istituzioni, autorità indipendenti, rappresentanti europei, associazioni di categoria e consumatori, oltre a esperti del mondo accademico e della ricerca. Le audizioni serviranno a raccogliere dati, studi e pareri utili per orientare la decisione finale.
L’obiettivo è arrivare entro il 30 giugno a una conclusione che possa guidare le scelte future del legislatore. In gioco non c’è solo l’organizzazione del tempo quotidiano, ma anche una strategia più ampia legata alla sostenibilità energetica e alla competitività economica del Paese.


