
Un ordigno appoggiato in bella vista su un muretto ha fatto scattare l’allarme nel pomeriggio di martedì 24 marzo 2026 a Nardò, in provincia di Lecce. A notarlo sono stati alcuni residenti, insospettiti dalla presenza dell’oggetto nei pressi di una casa disabitata e in vendita. In pochi minuti sono arrivati gli agenti del Commissariato, con l’obiettivo di mettere tutti al sicuro.
La segnalazione al 112, secondo quanto ricostruito, sarebbe partita poco prima delle 18. Da lì, l’attivazione immediata del protocollo: l’area è stata presidiata e l’intervento è passato rapidamente dalla verifica iniziale alle misure di contenimento del rischio, mentre nel quartiere cresceva la tensione.
Intervento immediato e strada chiusa
Per precauzione, la polizia ha isolato la zona e chiuso completamente la strada al traffico. Stop totale: niente auto e niente pedoni, per evitare qualunque esposizione a un possibile pericolo. Il blocco ha riguardato l’area attorno al punto in cui era stato notato l’oggetto.
In attesa dell’arrivo degli specialisti, alcune famiglie che abitano nelle immediate vicinanze sono state fatte uscire temporaneamente dalle loro case. Una misura cautelare, adottata per ridurre al minimo i rischi finché non fosse chiaro con esattezza di cosa si trattasse.

Artificieri in azione e il nodo telecamere
Sul posto sono intervenuti gli artificieri, chiamati a verificare la natura e la pericolosità dell’oggetto. L’episodio resta un vero e proprio “giallo”: gli inquirenti stanno cercando di capire chi abbia abbandonato l’ordigno e quando, perché la scelta del luogo — in un contesto urbano, davanti a case e con passaggio di persone — appare particolarmente spavalda.
Al momento non si registrano feriti, ma la paura è stata forte. In situazioni come questa, anche pochi minuti possono sembrare interminabili: il quartiere ha vissuto ore di apprensione, in attesa che le verifiche tecniche chiarissero la portata dell’allarme.
Videosorveglianza sotto esame
Un punto centrale delle indagini riguarda le telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti in zona. I filmati potrebbero aiutare a stabilire l’orario esatto in cui l’ordigno è stato posizionato e a ricostruire eventuali movimenti sospetti nei dintorni.
Gli investigatori puntano a definire una timeline precisa e a capire se si tratti di un gesto dimostrativo o di altro. Ogni dettaglio può fare la differenza: dal percorso di chi è passato nelle ore precedenti, fino a eventuali soste o comportamenti anomali davanti all’abitazione interessata.

Sicurezza e indagini in corso
Dopo la messa in sicurezza, l’attenzione resta alta. Episodi del genere riportano inevitabilmente al centro il tema della sicurezza e della prevenzione, soprattutto quando l’allarme scatta nel cuore di un quartiere abitato, a pochi passi da famiglie e abitazioni.
Le indagini proseguono per risalire all’autore e chiarire il contesto. Intanto, tra i residenti c’è una richiesta netta: risposte rapide e la certezza che quanto accaduto non resti un episodio senza spiegazione.


