
L’Italia si prepara a giocare un ruolo chiave nello scenario internazionale, offrendo la propria disponibilità a partecipare a una missione per la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Una decisione che arriva in un momento di massima tensione globale e che si lega direttamente alla crisi del commercio energetico.
La linea del governo è chiara: sì all’impegno, ma solo in presenza di un cessate il fuoco e all’interno di una missione con una precisa cornice delle Nazioni Unite. Una scelta che punta a evitare iniziative unilaterali e a garantire una gestione condivisa della crisi.
Il dossier è stato al centro del vertice internazionale promosso dal Regno Unito, dove il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito la posizione italiana sulla sicurezza delle rotte e sulla necessità di un approccio multilaterale.

Il confronto si è intrecciato con i contatti diretti tra la premier Giorgia Meloni e il primo ministro britannico Keir Starmer, impegnati a costruire una coalizione ampia per affrontare la crisi nello stretto più strategico del mondo.
In caso di via libera, Roma potrebbe schierare mezzi navali a supporto delle operazioni già attive, come la missione Operazione Aspides. Un impegno che rafforzerebbe la presenza italiana nelle aree chiave per la sicurezza marittima internazionale.
Il nodo centrale resta però quello energetico. La crisi nel Golfo continua a mettere sotto pressione i mercati, con effetti diretti su gas, petrolio e carburanti, aggravando una situazione già critica per famiglie e imprese.
A Palazzo Chigi, Meloni ha riunito i vertici della sicurezza insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto e al titolare della Farnesina, con un focus sulle strategie per garantire la continuità degli approvvigionamenti.
Tra le alternative, si rafforza il ruolo dell’Algeria, pronta ad aumentare le forniture di gas all’Italia dopo gli accordi siglati con il presidente Abdelmadjid Tebboune. Una mossa chiave per contenere gli effetti del caro energia.
Infine, resta alta l’attenzione anche sul fronte umanitario e militare. L’Italia spinge per corridoi sicuri nello Stretto di Hormuz e mantiene il dialogo con gli Stati Uniti, confermando una strategia di equilibrio tra diplomazia, sicurezza e tutela degli interessi economici nazionali.


