
Trump alza i toni contro Teheran e minaccia nuove ritorsioni, mentre si intensificano i contatti diplomatici per evitare l’escalation. Arriva la risposta dell’Iran: no al piano Usa. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che è stata redatta una risposta ai mediatori impegnati a porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Una proposta di mediazione elaborata dal Pakistan è stata recapitata a Iran e Stati Uniti, con l’ipotesi di una tregua immediata seguita da un accordo più ampio.
Sul piano negoziale, Teheran ha respinto il piano in 15 punti trasmesso dagli Stati Uniti tramite intermediari, definendolo “in alcun modo accettabile” e incompatibile con ultimatum e minacce. L’Iran ha quindi formulato una serie di richieste alternative, basate sui propri interessi e sulle proprie considerazioni. Sullo sfondo resta la partita decisiva dello Stretto di Hormuz, snodo chiave per il commercio energetico globale, che potrebbe riaprire già nelle prossime ore in caso di intesa. Intanto continuano i raid e le accuse reciproche, mentre Israele rivendica l’uccisione del capo dell’intelligence dei pasdaran. Il confronto resta aperto, tra segnali di negoziato e minacce sempre più esplicite, in una fase che potrebbe segnare una svolta nel conflitto.
20:54 – Trump: “Ultimatum all’Iran, da domani a mezzanotte possibili attacchi a infrastrutture”
Nuove dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump alzano ulteriormente la tensione sul fronte internazionale. Alla vigilia della scadenza dell’ultimatum rivolto a Teheran, Trump ha affermato che, in assenza di un accordo, gli Stati Uniti sarebbero pronti a colpire duramente le infrastrutture iraniane.
Nel dettaglio, il presidente ha parlato di possibili attacchi contro ponti e centrali elettriche, ipotizzando una distruzione su larga scala già a partire dalla mezzanotte di domani. Secondo Trump, un’operazione di questo tipo potrebbe essere portata a termine in poche ore, qualora venisse autorizzata.
Allo stesso tempo, il presidente ha lasciato intendere che questa non sarebbe la soluzione auspicata, sottolineando che Washington preferirebbe evitare un’escalation e, in caso di accordo, valutare persino un supporto alla ricostruzione delle infrastrutture.
Le dichiarazioni arrivano in un momento già estremamente delicato, con i mercati internazionali e la comunità diplomatica che osservano con crescente preoccupazione gli sviluppi della crisi.
17:33 – Trump: “La scadenza dell’ultimatum all’Iran è definitiva”
Donald Trump conferma la linea dura nei confronti di Teheran. Rispondendo ai giornalisti alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ha ribadito che la scadenza dell’ultimatum fissata per domani alle 20 (ora locale) rappresenta un termine definitivo.
In assenza di un accordo per la fine del conflitto, Trump ha nuovamente minacciato una pesante escalation militare, parlando apertamente della possibilità di “scatenare l’inferno” contro l’Iran.
15:12 – Iran: colpito un secondo impianto petrolchimico nel sud del Paese
Nuovo attacco contro infrastrutture energetiche iraniane. Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Fars, un secondo complesso petrolchimico nel sud dell’Iran è stato colpito da raid attribuiti a Stati Uniti e Israele.
Nel mirino è finito l’impianto di Marvdasht, situato nella provincia meridionale di Fars. Stando alle informazioni diffuse, l’incendio sviluppatosi dopo l’attacco è stato rapidamente contenuto nel giro di pochi minuti, senza provocare danni rilevanti alla struttura industriale.
12:30 – Iran risponde ai mediatori, no al piano Usa
Teheran ha dichiarato di aver redatto una propria risposta ai mediatori impegnati nei negoziati per porre fine alla guerra con Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito la Bbc, citando il portavoce del ministero degli Esteri iraniano. Secondo Esmail Baghaei, il piano in 15 punti proposto dagli Stati Uniti tramite intermediari “non è in alcun modo accettabile”, perché ritenuto incompatibile con ultimatum e minacce. L’Iran ha quindi formulato una serie di richieste alternative, definite “basate sui propri interessi e sulle proprie considerazioni”, segnando un nuovo punto di tensione nel dialogo diplomatico.
10:49 – Iran: no a tregua temporanea per riaprire Hormuz
L’Iran non riaprirà lo Stretto di Hormuz in cambio di una “tregua temporanea”: lo ha detto un alto funzionario iraniano citato da Reuters online, chiedendo l’anonimato e aggiungendo che Teheran ritiene che Washington non sia pronta per una tregua permanente. Il funzionario ha poi confermato che l’Iran ha ricevuto la proposta del Pakistan per un cessate il fuoco immediato e la sta esaminando, aggiungendo che Teheran non accetta di essere messa sotto pressione per accettare scadenze e prendere una decisione.
10:36 – Israele: “Caccia ai leader dei pasdaran”
“Continueremo a dar loro la caccia uno per uno”: così Israel Katz, ministro della Difesa israeliano, dopo l’uccisione del capo dei servizi segreti dei pasdaran, a margine di un vertice con il capo di Stato Maggiore, Eyal Zamir. “Le Guardie Rivoluzionarie stanno sparando sui civili e noi stiamo eliminando i capi dei terroristi”, ha aggiunto Katz citato dai media locali.
10:25 – Navi tornano a muoversi nello Stretto
Il ministro dei Trasporti della Turchia, Abdulkadir Uraloglu, ha affermato che una nave di proprietà turca ha attraversato lo Stretto di Hormuz ieri notte. “La nave di proprietà turca Ocean Thunder ha attraversato lo Stretto di Hormuz domenica sera. Con questo, tutte e tre le navi che erano rimaste in attesa nel Golfo dall’inizio della guerra hanno ora lasciato lo stretto in sicurezza”, ha affermato Uraloglu. “Il numero di navi di proprietà turca nello Stretto di Hormuz è ora sceso a 12 e il numero di navi che hanno richiesto di lasciare lo stretto è sceso a 8”, ha aggiunto il ministro, come riferisce Anadolu. In mattinata, una nave metaniera battente bandiera indiana ma appartenente alla compagnia di navigazione giapponese Mitsui Osk Lines ha attraversato lo stretto diretta in India, diventando la terza nave collegata al Giappone a transitare nello stretto.
09:41 – Piano di tregua, possibile svolta oggi
Iran e Stati Uniti hanno ricevuto un piano per porre fine alle ostilità che potrebbe entrare in vigore già oggi e riaprire lo Stretto di Hormuz, ha reso noto una fonte citata da Reuters, come si legge sul sito di Israel Times. Il possibile accordo, che avrebbe la forma di un memorandum di intesa, è stato definito dal Pakistan e inviato a Iran e Israele durante la notte, ha precisato la fonte, confermando quanto già anticipato da Axios sulla possibilità di una intesa in due fasi con una tregua immediata seguita da un accordo complessivo. “Tutti gli elementi devono essere concordati oggi”, ha precisato la fonte, sottolineando invece che il Pakistan è l’unico canale di comunicazioni fra le parti.
09:39 – Ucciso capo intelligence dei pasdaran
Il comandante dell’intelligence dei Guardiani della Rivoluzione è stato ucciso. Lo riporta l’agenzia Tasnim citando un comunicato ufficiale dei Pasdaran. Nella nota si annuncia “il martirio del generale di divisione Seyed Majid Khadami, il potente e colto capo dell’organizzazione di intelligence del corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche”. Khadami era stato nominato nel giugno scorso dopo l’uccisione Mohammed Kazemi durante la guerra dei 12 giorni. “Quel comandante illustre, in quasi mezzo secolo di sincera e coraggiosa difesa della Rivoluzione, del regime e della patria islamica nei campi dell’intelligence e della sicurezza, ha registrato risultati grandiosi, duraturi e istruttivi, che per molti anni potranno fungere da faro per la comunità di intelligence del Paese”, si legge nel comunicato.
09:30 – Piano Islamabad sul tavolo di Usa e Iran
“L’Iran e gli Stati Uniti hanno ricevuto un piano per porre fine alle ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz”: lo riferisce Reuters online citando fonti anonime informate. L’accordo quadro “è stato elaborato dal Pakistan e scambiato con l’Iran e gli Stati Uniti nel corso della notte”, ha affermato la fonte, “delineando un approccio in due fasi con un cessate il fuoco immediato seguito da un accordo globale”. L’intesa, provvisoriamente denominata “Accordo di Islamabad”, prevedrebbe la riapertura di Hormuz “entro 15-20 giorni”, con i colloqui finali in presenza a Islamabad.
09:16 – Teheran valuta la proposta pakistana
Fonti del governo iraniano dicono alla Reuters di aver ricevuto una proposta attraverso il Pakistan, che è in fase di valutazione, senza che al momento siano stati forniti dettagli sui contenuti specifici o sui tempi di una eventuale risposta ufficiale da parte di Teheran.
09:01 – Iran: attacchi a civili sono crimini di guerra
“Le minacce del presidente Donald Trump di attaccare infrastrutture non militari dell’Iran costituiscono crimini di guerra”, ha affermato oggi il viceministro degli Esteri per gli affari giuridici e internazionali Kazem Gharibabadi, citato dall’IRNA, sottolineando che l’Iran darà una risposta decisa, immediata e dolorosa all’aggressione e consigliando agli Stati Uniti di porre fine alle loro minacce.
08:35 – Teheran: “Risposte ancora più devastanti se colpiti obiettivi civili”
Il comando militare centrale iraniano ha lanciato un avvertimento a Stati Uniti e Israele, affermando che, qualora gli attacchi contro obiettivi civili dovessero continuare, la rappresaglia dell’Iran “sarà messa in atto con una forza molto più devastante ed estesa”. Ne danno notizia i media iraniani che citano un portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya.
07:52 – Media Iran: “Axios mezzo comunicazione del Mossad, nessuna tregua”
L’agenzia iraniana Tasnim, affiliata ai Pasdaran, bolla le ultime rivelazioni di Axios – definito “il mezzo di comunicazione del Mossad per le operazioni psicologiche” – su una presunta mediazione per un cessate il fuoco come un tentativo di mescolare le carte, e preparare “l’ennesimo passo indietro di Donald Trump”. Il presidente Usa “consapevole della ferma determinazione dell’Iran a rispondere a qualsiasi follia riguardante le centrali elettriche e altre infrastrutture, sta probabilmente cercando di ritirarsi da questa minaccia per la terza volta”. L’Iran, sottolinea l’agenzia, “ha ripetutamente affermato di non accettare cessate il fuoco temporanei” senza un accordo sulla fine del conflitto.

06:32 – Teheran, uccisi sei bambini sotto i 10 anni
Sei bambini di età inferiore a 10 anni sono stati uccisi nella provincia di Teheran, dopo un attacco congiunto Usa-Israele. Lo scrive l’agenzia iraniana Fars, vicina ai pasdaran.
04:56 – Media iraniani: raid Usa-Israele vicino a Teheran, almeno 13 morti
L’agenzia di stampa iraniana Fars, ripresa dai media internazionali, riferisce che le forze statunitensi e israeliane hanno bombardato due unità abitative nella città di Qaleh Mir, nella contea del Baharestan, uccidendo almeno 13 persone. La contea è un’area densamente popolata nella provincia di Teheran. Il governatore del Baharestan ha dichiarato che le operazioni di rimozione delle macerie e di ricerca per soccorrere eventuali persone intrappolate sotto le macerie sono ancora in corso.
04:47 – Negoziati in due fasi, ultimo tentativo prima dell’escalation
Secondo le fonti, i mediatori stanno discutendo con le parti i termini di un accordo in due fasi: la prima prevederebbe un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni, durante il quale si negozierebbe la fine definitiva della guerra. La seconda fase consisterebbe in un accordo complessivo. Le possibilità di raggiungere un’intesa nelle prossime ore restano basse, ma questo è considerato l’ultimo tentativo per evitare una drammatica escalation del conflitto.
04:34 – Mediazione in corso per cessate il fuoco di 45 giorni
Secondo fonti statunitensi, israeliane e regionali a conoscenza dei colloqui, gli Stati Uniti, l’Iran e un gruppo di mediatori regionali stanno discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni che potrebbe aprire la strada a una fine definitiva della guerra.
02:45 – Iran all’Onu: minacce Usa sono crimini di guerra
La missione iraniana presso le Nazioni Unite ha affermato che le dichiarazioni di Donald Trump riguardo al colpire le centrali elettriche e i ponti iraniani costituiscono “una chiara prova dell’intenzione di commettere crimini di guerra” e di “terrorizzare” la popolazione civile, chiedendo un intervento immediato della comunità internazionale.
00:27 – Pasdaran: Hormuz non tornerà mai più a come era prima
Lo Stretto di Hormuz “non tornerà mai più al suo stato precedente”. Lo ha dichiarato la Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, lasciando intendere un cambiamento strutturale e duraturo nella gestione dello snodo strategico per il traffico energetico globale.


