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Neonato trovato tra droga e rifiuti a Roma, come sta adesso: è denutrito e sottopeso

Pubblicato: 09/04/2026 16:40

Il recente intervento della Polizia Locale di Roma Capitale ha portato alla luce una vicenda dai contorni drammatici nel quartiere di Pietralata, dove un neonato di soli quindici giorni è stato tratto in salvo da una situazione di estremo degrado. L’operazione, coordinata dalla Procura dei Minori, ha permesso di sottrarre il piccolo a un ambiente insalubre e pericoloso, segnato dalla presenza di sostanze stupefacenti e rifiuti accumulati. Il bambino, che presentava evidenti segni di denutrizione e un preoccupante sottopeso, è stato immediatamente trasferito in una struttura ospedaliera specializzata in cure neonatologiche, dove i medici stanno monitorando il suo recupero.

Il profilo della coppia e le cure alternative

I protagonisti di questa vicenda sono una donna italiana di trentun anni e il suo compagno, un uomo di quarantanove anni di nazionalità romena. Dalle indagini condotte dal Nucleo Assistenza Emarginati, è emerso che entrambi aderivano a filosofie basate su pratiche mediche alternative, rifiutando i protocolli della medicina tradizionale. Questo approccio radicale aveva già portato la madre ad allontanarsi arbitrariamente dall’ospedale subito dopo il parto, impedendo che il neonato ricevesse le terapie post-partum necessarie. L’abitazione, oltre a essere un deposito di droga che ha portato all’arresto del compagno per spaccio, rifletteva uno stile di vita ai margini delle norme igieniche e di sicurezza più basilari.

Il tragico precedente del secondo figlio

L’aspetto più inquietante che emerge dal passato della coppia riguarda la morte di un altro figlio, avvenuta nel 2025. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il primo bambino era deceduto a pochi giorni dalla nascita a causa di una meningite fulminante e di gravi complicazioni polmonari. In quell’occasione, la donna aveva scelto di partorire in casa senza alcuna assistenza medica, portando il neonato a ingerire liquido amniotico infetto. Per quel tragico evento, i due sono attualmente indagati per omicidio colposo, un dettaglio che aggrava ulteriormente la posizione dei genitori nel nuovo procedimento aperto per la tutela del bambino salvato a Pietralata.

La scena del ritrovamento nel quartiere Pietralata

Al momento dell’irruzione degli agenti del VII Gruppo Appio, la scena che si è presentata era di totale abbandono. Il piccolo giaceva nudo su un materasso poggiato sul pavimento sporco, circondato da avanzi di cibo, immondizia e dosi di stupefacenti. La stanza era satura di oggetti instabili che avrebbero potuto colpire il neonato in qualsiasi momento. La tempestività del salvataggio è stata fondamentale, poiché lo stato di denutrizione stava compromettendo le funzioni vitali del piccolo. Ora che il pericolo immediato è scongiurato, la magistratura dovrà valutare la decadenza della responsabilità genitoriale e individuare una collocazione definitiva per garantire al bambino un futuro lontano da contesti così distruttivi.

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Ultimo Aggiornamento: 09/04/2026 16:41

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