
A Pistoia un vizio procedurale ha portato alla scarcerazione dell’uomo accusato di aver violentato una donna di settant’anni. La decisione è arrivata pochi giorni dopo la testimonianza della vittima in aula, quando il Tribunale del Riesame di Firenze ha annullato la misura di custodia cautelare.
L’aggressione e l’arresto
L’episodio risale al 19 giugno 2025, nella zona della Vergine, a Pistoia. Secondo l’accusa, un ventiduenne originario del Mali avrebbe seguito la donna fino all’androne della sua abitazione, sequestrandola e violentandola sotto la minaccia di un coltello.
Il giovane era stato rintracciato due giorni dopo alla stazione di Firenze, dove gli agenti lo avevano fermato mentre tentava di allontanarsi. Al momento dell’arresto avrebbe avuto con sé lamette, circostanza che aveva rafforzato i timori sulla sua pericolosità.
Dopo il fermo era stato detenuto nel carcere di Sollicciano.
La scarcerazione per un vizio di forma
Nonostante la gravità delle accuse e il riconoscimento da parte della vittima durante la testimonianza protetta, il Riesame ha annullato la custodia cautelare per un errore formale: l’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari non era stata tradotta in francese, lingua parlata dall’imputato.
La mancanza della traduzione ha reso nullo il provvedimento restrittivo, obbligando il tribunale a disporre la scarcerazione.
La paura della famiglia
La decisione ha provocato forte preoccupazione tra i familiari della donna. La figlia della vittima ha parlato di una situazione paradossale:
“È come se in carcere ci fossimo noi”, ha dichiarato, spiegando che la madre teme di incontrare l’uomo sui treni che utilizza ogni giorno per recarsi al lavoro verso Firenze.
La richiesta di nuove misure
Il legale della vittima, l’avvocata Sandra Tornatore, ha espresso forte allarme per la libertà concessa senza alcuna misura alternativa, neppure il braccialetto elettronico.
Come riportato dal quotidiano La Nazione, l’avvocata ha già inviato una richiesta urgente al Tribunale di Pistoia per ottenere una nuova misura cautelare, sottolineando il rischio concreto di fuga o reiterazione del reato.
Il processo continua
Il procedimento penale prosegue davanti al collegio presieduto dal giudice Stefano Billet. Nel frattempo il ventiduenne, in passato ospite del centro di accoglienza di Vicofaro, è tornato libero, riaccendendo le paure della vittima e della comunità locale.


