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“Non me ne intendo di insalate”. Il mostro sacro dell’editoria (di sinistra) umilia Schlein e Conte

Pubblicato: 10/04/2026 15:57

Le tensioni internazionali, il ruolo dell’Italia e il quadro politico interno dopo il referendum sono stati al centro dell’ultima puntata di Otto e mezzo, il talk di La7 condotto da Lilli Gruber. Tra gli ospiti, collegato da Dogliani, anche l’imprenditore Carlo De Benedetti, protagonista di un intervento che ha alternato apprezzamenti e critiche al centrosinistra.

Il giudizio sul Pd e su Schlein

De Benedetti ha definito il Partito Democratico un partito “un po’ schizofrenico”, incapace – a suo dire – di trovare una sintesi interna prima ancora che allearsi con altre forze politiche. Nonostante questo, il giudizio sulla segretaria Elly Schlein è stato positivo.

Secondo l’imprenditore, Schlein ha svolto “un eccellente lavoro” nel ricostruire il partito, portandolo a risultati significativi nei sondaggi. Apprezzato anche il suo recente intervento alla Camera, definito “da capo dell’opposizione”.

La battuta sulle primarie: “Non mi intendo di insalate”

Il passaggio più discusso arriva però quando la conduttrice chiede a De Benedetti un parere sulle primarie nel centrosinistra. La risposta è ironica ma netta: “No, guardi, io di insalate non me ne intendo”.

Alla richiesta di chiarimento, l’imprenditore spiega il senso della metafora: le primarie rischierebbero di trasformarsi in un “miscuglio” di posizioni, con il risultato di far uscire i partecipanti “più divisi e astiosi di prima”.

“Il leader? Lo sceglierà Mattarella”

Sollecitato su come individuare una leadership alternativa, De Benedetti offre una risposta destinata a far discutere: “Lo sceglierà Mattarella”.

Un’affermazione che, alla richiesta di precisazioni, viene spiegata facendo riferimento al ruolo del Presidente della Repubblica nei momenti di crisi. Secondo De Benedetti, sarà il Capo dello Stato ad affidare l’incarico di governo alla figura ritenuta più affidabile, in base alla complessità della situazione economica e all’interesse del Paese.

Un intervento che, tra ironia e giudizi politici, riapre il dibattito sulle prospettive e sulle modalità di costruzione della leadership nel campo del centrosinistra.

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