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Carburanti, autotrasporto in crisi: la Federazione denuncia “situazione insostenibile”. Poi l’avvertimento

Pubblicato: 11/04/2026 11:34

Il settore dell’autotrasporto torna a lanciare l’allarme sul caro carburanti e non esclude un fermo nazionale. A ribadirlo è la Federazione Autotrasportatori Italiani (Fai), intervenuta durante l’assemblea degli associati a Nola, dove è stata denunciata una situazione economica sempre più difficile per le imprese del comparto.

Gasolio oltre i 2 euro: imprese sotto pressione

Al centro delle preoccupazioni c’è il costo del gasolio, che ha superato stabilmente i 2 euro al litro su gran parte della rete nazionale. Un livello considerato ormai critico, in grado di mettere a rischio la sostenibilità economica di molte aziende.

Secondo la Fai, il quadro è diventato “insostenibile”, con margini sempre più ridotti e difficoltà crescenti nel mantenere operativa la filiera del trasporto merci. Il caro carburanti si inserisce inoltre in un contesto già segnato da aumenti dei costi generali e da una domanda non sempre stabile.

Accise e ristori: le richieste del settore

Tra le principali richieste avanzate dalle imprese c’è il ripristino del pieno recupero delle accise sul carburante. Attualmente, il meccanismo di compensazione è limitato a pochi centesimi al litro, una misura giudicata insufficiente rispetto all’aumento dei prezzi.

Le aziende sottolineano anche come, negli ultimi anni, siano stati effettuati investimenti rilevanti in mezzi meno inquinanti, senza però ricevere un adeguato sostegno in una fase di forte crescita dei costi operativi.

Nel mirino finiscono i provvedimenti adottati finora, definiti come interventi tampone, privi di una strategia strutturale e di una visione di lungo periodo sulla politica energetica per il comparto.

Critiche al metodo: “Poco confronto con le categorie”

Oltre agli aspetti economici, la Fai evidenzia anche un problema di metodo. Le decisioni, secondo la federazione, sarebbero state prese con un coinvolgimento insufficiente delle rappresentanze di categoria, senza un confronto reale con gli operatori del settore.

Un elemento che contribuisce ad aumentare il clima di tensione e la distanza tra istituzioni e imprese.

L’ipotesi fermo nazionale

A rilanciare la possibilità di uno stop è anche Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto Confcommercio, presente all’assemblea. Il messaggio è chiaro: senza misure adeguate e un incremento delle risorse, le imprese sono pronte a mobilitarsi.

L’eventuale fermo nazionale dell’autotrasporto rappresenterebbe un passaggio delicato, con possibili ripercussioni su tutta la filiera logistica e sull’approvvigionamento di beni. Un segnale forte, che il settore considera ormai necessario per ottenere risposte concrete.

Un comparto strategico in cerca di risposte

La protesta dell’autotrasporto riporta al centro il tema della sostenibilità economica di un settore chiave per l’economia italiana. Senza interventi strutturali, avvertono le associazioni di categoria, il rischio è quello di una crisi più profonda, con effetti non solo sulle imprese ma sull’intero sistema produttivo.

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