
Alla vigilia degli 85 anni, che compirà il 22 aprile, Mara Maionchi si racconta senza filtri in una lunga intervista a Vanity Fair. La storica discografica e volto televisivo ripercorre la sua carriera, gli scontri con alcuni artisti, il rapporto con l’età che avanza e il matrimonio con Alberto Salerno, con cui festeggerà presto cinquant’anni di nozze.
Maionchi non rinnega il carattere diretto che l’ha resa una delle figure più riconoscibili dell’industria musicale italiana. «Agivo secondo quello che ritenevo giusto e secondo il mio carattere, che non dico sia buono, però è certamente un carattere», spiega. E ricorda senza troppi giri di parole gli episodi più burrascosi con alcuni cantanti: «Se vedevo un artista che non capiva o non voleva capire, un po’ mi alteravo. Ho preso a cinghiate Adriano Pappalardo, mi faceva girare le balle. Anche Gianna Nannini metteva su delle scene della malavita, ma poi mi sono affezionata».
Nel mondo della discografia, dominato per anni da figure maschili, Maionchi ha sempre rivendicato la propria indipendenza. Un atteggiamento controcorrente che oggi rivendica con orgoglio: «Sono una donna nata e cresciuta controcorrente».
L’età e il rifiuto della chirurgia estetica
Guardando agli 85 anni, Maionchi dice di non avere rimpianti e di vivere con serenità il passare del tempo. «Vorrei che questa età fosse visibile in tutto il suo splendore. Non sono dispiaciuta di averla, d’altronde ce l’ho e l’accetto».
Continua a lavorare e a divertirsi, e non nasconde la sua contrarietà alla chirurgia plastica: «Perché sembrare eternamente giovani se poi non puoi fare le cose da giovani? Bisogna rispettare le peculiarità di ogni età».
Nel tempo, racconta, anche il suo carattere si è trasformato: «Prima ero prepotentissima, parlavo e mi sentivo il Padre Eterno. Adesso sono scesa parecchi gradini. Non sono pentita di com’ero, ma ho capito».
Il rapporto con gli artisti
Durante l’intervista torna anche sulla vicenda legata a Tiziano Ferro, spiegando di non essersi pentita delle parole pronunciate in passato: «Mi è dispiaciuto che ci siamo dimenticati. Preferisco mantenere i contatti con le persone con cui ho collaborato».
L’amore con Alberto Salerno
Uno spazio importante del racconto è dedicato alla storia d’amore con Alberto Salerno, autore e produttore con cui è sposata dal 1975. I due si conoscevano da tempo nello stesso ambiente professionale, ma l’amore arrivò all’improvviso.
«Lui era fidanzato e aveva dieci anni meno di me, quindi non ero convinta», ricorda Maionchi. Fu la madre a convincerla a concedergli una possibilità: «Mi disse: “È lui che si prende la vecchia, il problema è suo”».
Quell’invito per un caffè cambiò tutto: «Era aprile. Da lì non ci siamo più separati. A giugno abbiamo deciso di sposarci e a dicembre lo abbiamo fatto».
Il pensiero sulla morte
Infine, Maionchi affronta anche il tema della morte, senza nascondere le proprie inquietudini. «Non è un pensiero piacevole. Anche se credo in Dio, il fatto di non sapere cosa c’è dall’altra parte non mi lascia tranquilla».
Nonostante questo, il bilancio della sua vita è positivo: «Mi dispiace che finisca questa vita. Mi sono divertita e mi diverto ancora».


