
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso parole di forte apprezzamento per Papa Leone XIV, sottolineando il valore del messaggio inviato dal Pontefice all’Accademia delle Scienze Sociali della Santa Sede.
Parlando al Quirinale durante un incontro con gli studenti delle scuole di giornalismo, il Capo dello Stato ha definito il testo del Papa “un messaggio splendido sul potere”, capace di offrire una riflessione importante in un periodo storico segnato da tensioni e difficoltà internazionali.
Secondo Mattarella, il contenuto dell’intervento di Leone XIV dimostra quanto il mondo debba essere riconoscente al Papa per i suoi richiami etici e morali. “Ho letto i lanci delle agenzie sul messaggio che Leone XIV questa mattina ha inviato all’Accademia delle Scienze Sociali della Santa Sede”, ha dichiarato il presidente. “È un messaggio splendido sul potere, che rende evidente il debito di riconoscenza che il mondo deve nutrire nei confronti del Papa per i suoi richiami in questo periodo così difficile e travagliato”.
Il potere e il rischio dell’autoesaltazione
Mattarella ha evidenziato come il messaggio del Pontefice contenga un monito chiaro sui rischi legati all’esercizio del potere. Secondo il presidente della Repubblica, Leone XIV “mette in guardia dal pericolo dell’autoesaltazione”, ricordando come il potere possa facilmente portare chi lo esercita a perdere il senso della misura.
Nel suo intervento, Mattarella ha condiviso anche un ricordo personale. “Mi torna in mente quando, in questo salone, otto o nove anni fa, uno studente delle scuole superiori mi chiese come si fa a resistere alle tentazioni del potere”, ha raccontato.
I due antidoti al potere
Rispondendo a quella domanda, il Capo dello Stato spiegò che il potere può “inebriarsi e far perdere l’equilibrio”, soprattutto per chi ricopre ruoli di vertice nelle istituzioni o nei sistemi sociali. Tuttavia, esistono due strumenti fondamentali per evitare questa deriva.
Il primo è di natura istituzionale: l’equilibrio tra i poteri e la distribuzione delle funzioni tra i diversi organi dello Stato previsti dalla Costituzione. Il secondo, invece, riguarda la dimensione personale e morale.
“Il secondo antidoto è rimesso alla coscienza individuale”, ha spiegato Mattarella. “È una grande capacità di autoironia, una qualità preziosa”.
Un invito ai potenti della Terra
Il presidente ha concluso con una riflessione che richiama direttamente le parole del Papa e il contesto internazionale attuale. Se i cosiddetti potenti della Terra facessero uso, anche in piccole dosi, dell’autoironia, “il mondo ne avrebbe grande giovamento”.
Secondo Mattarella, questo atteggiamento permetterebbe non solo di evitare tensioni e imbarazzi, ma anche di favorire un esercizio del potere più equilibrato e responsabile, in linea con i richiami etici espressi da Papa Leone XIV.


