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Blitz nella notte in Italia, 13 arresti: c’è anche il boss, il clamoroso annuncio

Pubblicato: 15/04/2026 08:47

Maxi operazione all’alba nella Capitale contro la criminalità organizzata. I carabinieri del Nucleo investigativo di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone, ritenute coinvolte in un vasto sistema illecito legato al traffico di droga e ad altri gravi reati.

Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, e riguarda un’articolata rete accusata, a vario titolo, di associazione per delinquere, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi, estorsione, tentato omicidio e altri episodi aggravati dal cosiddetto metodo mafioso.

Tra le persone arrestate figura anche Raffaele Pernasetti, conosciuto come “Er Palletta”, nome storico della Banda della Magliana, che torna così in carcere.
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Rete criminale e traffico di droga nei quartieri di Roma

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’organizzazione operava stabilmente in diverse zone della città, in particolare nei quartieri Trullo, Corviale, Magliana Nuova, Monteverde Nuovo e Garbatella, considerati vere e proprie piazze di spaccio.

Le indagini hanno evidenziato un sistema strutturato per l’approvvigionamento e la distribuzione di narcotici, reso possibile anche grazie ai rapporti tra esponenti della criminalità romana e ambienti legati ad altre organizzazioni mafiose. In questo contesto, Pernasetti avrebbe avuto un ruolo nel favorire i canali di rifornimento della droga, sfruttando relazioni consolidate nel tempo.

Gli inquirenti sottolineano come i contatti con ambienti vicini al clan Senese e a una cosca di ’ndrangheta abbiano contribuito a rafforzare la capacità operativa del gruppo.

I legami storici e il controllo del territorio

Al centro dell’inchiesta emerge anche il peso delle relazioni costruite nel corso degli anni. In particolare, i rapporti risalenti agli anni ’80 avrebbero consentito, una volta tornato in libertà, di ottenere una sorta di autorizzazione a operare in aree strategiche come Trastevere e Testaccio, con estensioni verso zone storicamente legate alla criminalità romana.

Un ruolo rilevante nelle attività del gruppo sarebbe stato svolto da un ristorante di famiglia situato a Testaccio, indicato dagli investigatori come luogo di incontri tra affiliati e altri soggetti coinvolti nelle attività illecite. Qui, secondo quanto emerso, sarebbero stati organizzati e gestiti contatti con esponenti della criminalità organizzata, documentati attraverso microspie e telecamere nascoste.

Violenza e intimidazioni: le accuse

Oltre al traffico di droga, a Pernasetti vengono contestati episodi di violenza e intimidazione. Tra questi, l’aggressione ai danni di un meccanico, minacciato con un’arma da fuoco per ottenere il pagamento di 8mila euro, legati a una precedente cessione di stupefacenti.

Non riuscendo a ottenere il denaro, secondo gli inquirenti avrebbe ordinato una spedizione punitiva. Il 25 marzo 2024, la vittima è stata raggiunta da tre colpi d’arma da fuoco alle gambe in via Pian delle Torri, nel quartiere Magliana. Un episodio ritenuto aggravato dal metodo mafioso, per le modalità intimidatorie utilizzate.

Sequestri e sviluppi dell’indagine

Nel corso dell’operazione, i carabinieri hanno sequestrato quantitativi di droga e armi, elementi che rafforzano il quadro accusatorio delineato dalla Procura.

Secondo quanto emerso, al vertice dell’organizzazione dedita allo spaccio ci sarebbe un altro esponente di rilievo della criminalità romana, già arrestato in precedenza nell’ambito di un’indagine collegata all’omicidio di Cristiano Molè, avvenuto il 15 gennaio 2024 a Corviale.

L’operazione rappresenta un nuovo colpo alle reti criminali radicate nella Capitale, con gli investigatori impegnati a ricostruire nel dettaglio ruoli, responsabilità e collegamenti tra i diversi gruppi coinvolti nel sistema illecito.

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