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“Chi erano!”. Rapina in banca a Napoli, solo ora la notizia sui ladri: racconto shock degli ostaggi

Pubblicato: 17/04/2026 13:44

La rapina avvenuta giovedì 16 aprile presso la filiale della Credit Agricole in piazza Medaglie d’Oro, nel pieno centro del quartiere Vomero a Napoli, ha riportato all’attenzione pubblica la precisione quasi ingegneristica con cui alcune bande criminali pianificano i propri colpi. Quello che inizialmente sembrava un assalto brutale si è trasformato in un sequestro di persona collettivo durato oltre un’ora, durante il quale venticinque persone sono rimaste prigioniere tra le mura dell’istituto di credito. L’operazione è stata condotta con una freddezza tale da permettere ai malviventi di dileguarsi nel nulla prima ancora che le forze dell’ordine potessero fare irruzione, lasciando dietro di sé una scia di terrore e incredulità.

La maschera dei vip

Il commando era composto da cinque individui che hanno agito con una coordinazione impeccabile, indossando maschere di attori famosi per celare i propri lineamenti. Questo dettaglio, che sembra uscito da una sceneggiatura cinematografica, ha servito non solo a rendere difficile l’identificazione immediata attraverso le telecamere di sorveglianza, ma ha anche creato un clima surreale all’interno della banca. Gli investigatori hanno subito compreso che non si trattava di improvvisatori, poiché i rapinatori sono riusciti a fuggire attraverso la rete fognaria, sfruttando probabilmente cunicoli preparati in precedenza o buchi scavati nel pavimento per garantire una via d’uscita rapida e sicura.

Il racconto degli ostaggi

Una volta riacquistata la libertà grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno dovuto sfondare una vetrata blindata intorno alle ore 13:30, i testimoni hanno iniziato a fornire i primi dettagli sull’identità e il comportamento dei criminali. Una delle vittime ha riferito al Corriere della Sera che i rapinatori erano napoletani e che, nonostante la gravità della situazione, hanno mantenuto un atteggiamento quasi gentile. Questo testimone ha spiegato che i malviventi non urlavano e non mostravano quella rabbia cieca tipica dei film d’azione, pur restando fermi e decisi nel portare a termine il loro piano. La loro calma apparente ha contribuito a mantenere un minimo di ordine, anche se la tensione restava altissima.

Nonostante la cortesia di facciata descritta da alcuni, la realtà all’interno della stanza blindata era drammatica. Ettore, uno dei clienti presenti durante l’assalto, ha descritto a Radio Kiss Kiss i momenti di puro panico vissuti insieme alle altre ventiquattro persone. Egli ha sottolineato che all’interno dell’ambiente mancava l’aria e il senso di soffocamento era amplificato dallo stress e dalla preoccupazione per la presenza di persone anziane e cardiopatiche. La paura che la situazione potesse degenerare da un momento all’altro era costante, tanto che si è verificato anche uno svenimento tra i presenti, stremati dall’attesa interminabile e dall’incertezza sul proprio destino.

Per chi era bloccato dentro la filiale di via Niutta, il tempo è sembrato dilatarsi a dismisura, trasformando un’ora di orologio in un’eternità angosciante. Solo quando i Carabinieri e i soccorritori sono riusciti a creare un varco nella struttura, l’incubo ha lasciato spazio alla commozione. Molte persone, una volta messe in sicurezza sul marciapiede, sono scoppiate in lacrime di gioia riabbracciando i propri cari che attendevano con ansia all’esterno del cordone di sicurezza. Anche se i malviventi sono riusciti a fuggire con un bottino ancora in fase di quantificazione, il sollievo per l’assenza di feriti gravi ha rappresentato l’unico punto fermo in una giornata di ordinaria follia nel cuore di Napoli.

I dettagli del piano

Secondo quanto emerso dalle deposizioni, i rapinatori hanno agito con una logica molto chiara, finalizzata a minimizzare i rischi di reazione da parte dei presenti. Un ostaggio ha raccontato che inizialmente sono stati fatti salire al piano superiore, per poi essere ricondotti in basso e rinchiusi tutti insieme in una stanza dopo che gli erano stati sottratti i telefoni cellulari. Un altro particolare inquietante riguarda l’abbigliamento di alcuni componenti della banda, che indossavano pantaloni da lavoro simili a quelli utilizzati dai corrieri espressi, segno che probabilmente si erano introdotti nell’area o nei pressi della banca simulando un’attività ordinaria per non destare sospetti prima del colpo.

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