
Lo avevano trovato a terra, immobile, mentre intorno la notte continuava a scorrere come se nulla fosse. Le urla, la confusione, i soccorsi arrivati in pochi minuti: ma per lui non c’era già più nulla da fare. Accanto al corpo, il figlio. Poco più in là, la compagna sotto shock. Una scena che ha segnato per sempre chi c’era e che ora trova una prima, drammatica conferma negli esiti dell’autopsia.
L’esame autoptico, eseguito dal medico legale Francesco Ventura, sembra rafforzare l’ipotesi che la morte sia stata causata direttamente dalle percosse, e non da una caduta accidentale, come inizialmente ipotizzato.
Una gravissima emorragia cranica e un disastramento della mandibola, spostata dai violenti colpi ricevuti. Sono questi, secondo le prime indiscrezioni, gli elementi emersi dall’autopsia su Giacomo Bongiorni, il 47enne morto a Massa nella notte tra l’11 e il 12 aprile in piazza Felice Palma.
La ricostruzione: dal rimprovero all’aggressione
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato quando Bongiorni e il cognato hanno richiamato un gruppo di giovani che stavano lanciando bottiglie contro le vetrine di alcuni negozi.
Da lì, la situazione è degenerata rapidamente. I ragazzi avrebbero reagito con violenza, dando vita a una rissa culminata in un pestaggio brutale ai danni del 47enne, proseguito fino alle conseguenze fatali.
Cinque giovani accusati
Per la morte di Bongiorni sono accusati cinque giovani, due maggiorenni – Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni – e tre minorenni.
Uno di questi, considerato una promessa del pugilato, è stato arrestato e si trova in un centro di prima accoglienza a Genova. Il tribunale dei minori ha già convalidato l’arresto.
Le accuse contestate sono concorso in omicidio volontario e rissa aggravata.
La versione della difesa
Il giovane arrestato avrebbe dichiarato di aver colpito Bongiorni solo dopo essere stato aggredito, fornendo una versione che sarà ora oggetto di verifica da parte degli inquirenti.
Attesa per la perizia completa
Il medico legale si è preso 30 giorni per depositare la relazione definitiva, ma i primi elementi emersi delineano già un quadro estremamente grave, che potrebbe pesare in modo decisivo sull’inchiesta.
Nel frattempo, la città resta scossa da una vicenda che ha trasformato una serata qualunque in una tragedia di violenza estrema, consumata sotto gli occhi di familiari e testimoni.


