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“Cosa farò il 25 aprile!”. La Russa, le parole che fanno esplodere la polemica

Pubblicato: 21/04/2026 13:23

Il dibattito sulla memoria storica e sul significato delle ricorrenze nazionali torna al centro dell’attenzione politica, in vista delle celebrazioni del 25 aprile, data simbolo della Liberazione. In un clima in cui il confronto pubblico resta acceso sui temi dell’identità e della riconciliazione, le dichiarazioni istituzionali assumono un peso particolare, contribuendo ad alimentare riflessioni e reazioni.

A riaccendere il tema è l’intervento del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha affrontato la questione a margine di un evento pubblico, offrendo una testimonianza personale legata al suo passato istituzionale e al modo in cui ha vissuto negli anni il rapporto con la memoria della guerra e delle sue vittime.
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Le dichiarazioni di Ignazio La Russa sul 25 aprile

Parlando con i cronisti in occasione dell’apertura del Salone del Mobile, Ignazio La Russa ha risposto a una domanda sulla partecipazione alle celebrazioni del 25 aprile, soffermandosi su alcune abitudini maturate durante il periodo in cui ricopriva l’incarico di ministro della Difesa.

Quando ero ministro della Difesa, nessuno mi obbligava, ma andavo a rendere omaggio al monumento che c’è al cimitero di Milano ai partigiani e portavo una corona, poi andavo al Campo 10 dove sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica Sociale italiana”.

Un passaggio che richiama due luoghi simbolici della memoria storica italiana, evidenziando una scelta personale che, secondo quanto spiegato, non era dettata da obblighi istituzionali ma da una convinzione legata al valore del ricordo.

Il tema della pacificazione nazionale

Nel proseguire il suo intervento, il presidente del Senato ha sottolineato il significato attribuito a questi gesti, collegandoli a una visione più ampia della memoria condivisa. “Ci andavo in forma privata perché secondo me era un momento doveroso di una pacificazione – ha concluso il presidente del Senato – che, almeno quando si parla di coloro che hanno dato la vita, mi sembra doverosa. E lo rifarei”.

Le parole di Ignazio La Russa pongono al centro il concetto di pacificazione nazionale, tema ricorrente nel dibattito pubblico quando si affrontano le eredità della Seconda guerra mondiale e della guerra civile italiana.

Memoria e confronto politico

Le dichiarazioni si inseriscono in un contesto più ampio, in cui il 25 aprile continua a rappresentare un momento di riflessione collettiva ma anche di confronto politico. Il richiamo a una memoria che includa tutte le vittime del conflitto apre a interpretazioni diverse, spesso al centro di discussioni tra le forze politiche e nell’opinione pubblica.

Il riferimento ai luoghi simbolo di Milano, tra cui il cimitero cittadino e il Campo 10, contribuisce a rendere concreto il racconto di un’esperienza personale che si intreccia con la storia nazionale.

Un tema ancora attuale

Il tema della memoria storica resta quindi centrale nel dibattito istituzionale, soprattutto in prossimità di ricorrenze come il 25 aprile, che continuano a rappresentare un punto di riferimento per l’identità democratica del Paese.

Le parole del presidente del Senato riaprono il confronto su come ricordare il passato e su quali modalità possano favorire una lettura condivisa della storia, mantenendo viva l’attenzione su un tema che, ancora oggi, suscita riflessioni e posizioni differenti.

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