Vai al contenuto

Dl sicurezza, il governo tira dritto ma prepara la correzione: caos alla Camera e rischio scontro con il Colle

Pubblicato: 21/04/2026 11:36

Il decreto sicurezza arriva alla prova decisiva tra tensioni politiche, rilievi tecnici e un equilibrio sempre più fragile tra governo e Quirinale. Alla Camera si consuma una giornata di caos, con la maggioranza che sembra orientata ad approvare il testo senza modifiche immediate, rinviando però a un secondo momento la correzione della norma più controversa. Una scelta che, più che risolvere il problema, lo sposta in avanti, lasciando aperto il nodo della possibile incostituzionalità e quello, altrettanto delicato, della firma del Presidente della Repubblica.

L’ipotesi che prende corpo è chiara nella sua ambiguità politica: approvare subito il provvedimento, per evitare la decadenza, e intervenire successivamente con un decreto correttivo mirato. Una linea che consente al governo di non fermarsi, ma che espone l’intero impianto del decreto a un rischio istituzionale concreto. Perché senza modifiche, il Colle potrebbe decidere di non controfirmare il testo, aprendo uno scenario di tensione che nelle ultime ore sembrava scongiurato.

La norma sui rimpatri e lo stop della Ragioneria

Al centro dello scontro c’è la norma sui rimpatri dei migranti, ribattezzata politicamente “remigrazione”, già oggetto di rilievi da parte del Quirinale. Il tentativo di riscriverla direttamente alla Camera, per poi riportare il testo al Senato entro i tempi utili, si è arenato davanti a un ostacolo tecnico: la mancanza di coperture finanziarie, segnalata dalla Ragioneria dello Stato. Un passaggio decisivo, perché ha di fatto reso impraticabile la soluzione che avrebbe evitato lo strappo istituzionale.

A quel punto la maggioranza ha cambiato strategia, scegliendo di procedere comunque con il via libera al decreto nella sua versione attuale. Una scelta rivendicata apertamente anche da Giovanni Donzelli, che parla di possibili “aggiustamenti tecnici” ma esclude interventi immediati dentro lo stesso provvedimento. Tradotto: si approva oggi, si corregge domani. Ma nel frattempo il rischio politico resta intatto.

I nodi sulle coperture e l’incertezza finale

Il problema, però, non riguarda solo la norma sui rimpatri. In Commissione Bilancio emergono infatti criticità più ampie, con altre disposizioni del decreto sicurezza che risultano prive delle necessarie coperture. Un elemento che complica ulteriormente il quadro e indebolisce la solidità complessiva del provvedimento, proprio nel momento in cui dovrebbe arrivare al traguardo.

Il risultato è un decreto che si avvia al voto finale senza una soluzione chiara, sospeso tra esigenze politiche e vincoli tecnici. Il governo prova a evitare lo stallo, ma lo fa accettando un margine di incertezza elevato, sia sul piano giuridico sia su quello istituzionale. E mentre la maggioranza accelera, la sensazione è che la partita vera non si chiuda in Aula, ma si sposti subito dopo, tra Palazzo Chigi e il Quirinale.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure