
Dal 30 aprile il modello 730 precompilato sarà disponibile nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, mentre dal 15 maggio i contribuenti potranno modificarlo o inviarlo. Parte così la nuova stagione dichiarativa, con una novità destinata a incidere concretamente sulla gestione delle spese mediche.
La principale semplificazione riguarda proprio gli scontrini: chi accetta i dati già caricati dal Sistema Tessera Sanitaria senza apportare modifiche non dovrà più conservarli né esibirli. La misura, prevista da un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 ottobre 2025, si applica alle spese sostenute nel 2025 e vale per la dichiarazione del 2026.
Attenzione però alla contropartita: chi decide di intervenire sulla dichiarazione, anche solo per correggere un importo o inserire una voce mancante, entra automaticamente nel perimetro dei controlli fiscali. E non si tratta più di verifiche casuali.

Il nuovo sistema si basa su un incrocio sistematico tra i dati trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria e quelli indicati dal contribuente nel 730. Farmacie, medici e strutture sanitarie sono infatti obbligati a comunicare tutte le spese sostenute dai cittadini.
Da quest’anno cambia anche la tempistica: la trasmissione dei dati avviene con cadenza annuale, entro il 31 gennaio, e non più mensile. Una semplificazione per gli operatori, ma che non riduce la capacità di controllo dell’amministrazione finanziaria.
Il risultato è che il Fisco conosce già nel dettaglio le spese sanitarie del contribuente prima ancora che questi acceda alla dichiarazione. Se i dati non coincidono, scatta un alert automatico che consente verifiche puntuali su importi, date, modalità di pagamento e soggetti coinvolti.
La distinzione chiave è quindi tra chi accetta e chi modifica. Nel primo caso, i dati sono considerati certificati e non è richiesta documentazione aggiuntiva; nel secondo, ogni variazione deve essere supportata da prove come scontrini parlanti, fatture o ricevute.
Per chi si affida a un CAF o a un professionista, invece, resta l’obbligo di consegnare tutta la documentazione, anche se già presente nel sistema. L’assistenza fiscale non elimina la necessità di dimostrare le spese in caso di controlli.
Rientrano nelle verifiche tutte le voci detraibili: farmaci, visite, esami, dispositivi medici e spese veterinarie. La detrazione resta al 19%, con franchigia di 129,11 euro. È ancora possibile pagare in contanti, ma solo presso strutture accreditate al Servizio sanitario: in caso contrario, la spesa non è detraibile.


