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Patto di stabilità, la Lega strappa e agita la maggioranza: FdI e Forza Italia frenano

Pubblicato: 26/04/2026 19:59

La richiesta di sospendere il Patto di stabilità apre una crepa nella maggioranza. Dopo il vertice europeo informale di Cipro, dove Giorgia Meloni ha chiesto senza successo maggiore flessibilità per affrontare la crisi energetica legata alla guerra in Iran e alla chiusura dello stretto di Hormuz, il centrodestra si ritrova diviso sulla linea da tenere con Bruxelles. La Lega spinge per una rottura più netta, arrivando a evocare anche l’ipotesi di un abbandono unilaterale del Patto. Fratelli d’Italia e Forza Italia, invece, invitano alla prudenza e chiedono di evitare fughe in avanti.

A muovere per primo è Claudio Borghi, senatore del Carroccio, che annuncia la volontà della Lega di insistere perché nel testo comune da portare in Parlamento venga inserita anche la possibilità di uscire dal Patto di stabilità, “eventualmente anche unilateralmente” nel caso in cui l’Unione europea non dia risposte. Una posizione che il partito di Matteo Salvini collega alla richiesta di scostamento di bilancio, già rilanciata nella manifestazione di Milano.

La prudenza degli alleati

L’accelerazione leghista, però, non convince gli alleati. Da Forza Italia, Raffaele Nevi invita a costruire percorsi condivisi con l’Unione europea, avvertendo sui possibili contraccolpi finanziari, a partire dallo spread. Il punto politico è chiaro: aprire uno scontro frontale con Bruxelles può avere conseguenze immediate sui mercati, sui titoli di Stato, sui mutui e sul costo del credito.

Anche Fratelli d’Italia frena. Marco Osnato, responsabile Economia del partito, chiede di lasciare lavorare governo, Mef e Parlamento, evitando “voli pindarici” e “fuochi di artificio”. La linea di FdI resta quella indicata da Meloni: considerare i vincoli europei come strumenti e non come fini, ma senza trasformare il confronto con l’Europa in una rottura improvvisa.

Le opposizioni attaccano

Le divisioni nella maggioranza diventano subito terreno di attacco per il Pd. Piero De Luca parla di un governo “in confusione”, senza una strategia comune davanti a una fase economica delicata per famiglie e imprese. Secondo i dem, da una parte la Lega chiede lo strappo sul Patto, dall’altra Forza Italia teme l’aumento del debito e dei tassi.

Il nodo politico resta aperto. La maggioranza dovrà trovare una sintesi nel testo legato al Documento di finanza pubblica, ma le distanze sono ormai emerse. La crisi energetica ha riaperto il tema della flessibilità europea, ma dentro il centrodestra convivono due spinte diverse: quella dello scontro con Bruxelles e quella della prudenza finanziaria.

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