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Chi è Eithan Bondi, l’autore degli spari al corteo per il 25 aprile. Viene fuori tutto

Pubblicato: 29/04/2026 12:44

Il clima di tensione che attraversa la capitale continua a manifestarsi attraverso episodi sempre più ravvicinati e difficili da ricondurre a un unico schema. Tra manifestazioni, contro-manifestazioni e azioni di disturbo, si moltiplicano segnali di un conflitto simbolico che si traduce spesso in atti di vandalismo, provocazioni e aggressioni mirate. Una dinamica che negli ultimi mesi ha interessato diversi quartieri di Roma, dove la frattura tra gruppi contrapposti si è fatta progressivamente più evidente.

In questo contesto si inserisce il caso che ha portato all’attenzione delle forze dell’ordine il nome di un giovane della comunità ebraica romana, al centro di un’indagine complessa che intreccia politica, identità e sicurezza pubblica. Le verifiche degli investigatori stanno cercando di ricostruire una serie di episodi avvenuti nell’area urbana, caratterizzati da azioni rapide e difficilmente prevedibili.
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L’aggressione al parco Schuster e le indagini

Il punto di svolta è rappresentato dall’episodio avvenuto durante il corteo del 25 aprile al parco Schuster, dove due attivisti dell’Anpi sono rimasti feriti a seguito dell’uso di una pistola ad aria compressa. Un fatto che ha immediatamente attivato le indagini, portando all’identificazione di un sospettato: Eithan Bondi, 21 anni, residente nel quadrante tra Garbatella, Monteverde e viale Marconi.

Secondo quanto emerso, il giovane avrebbe interrotto gli studi universitari e svolgerebbe lavori saltuari nel settore delle consegne e della logistica. La sua famiglia, sempre secondo le prime informazioni raccolte, non sarebbe stata a conoscenza del suo presunto coinvolgimento nelle attività oggetto di indagine.

Elemento centrale delle verifiche sarebbe anche un casco nero decorato, visibile in alcune immagini circolate sui social, ritenuto dagli inquirenti un possibile indizio utile per la ricostruzione dei fatti. Il giovane è al momento sospettato per i reati di tentato omicidio e detenzione di arma bianca.

Nel corso delle perquisizioni, la Digos avrebbe rinvenuto nell’abitazione del 21enne diverse pistole soft air, coltelli e bandiere israeliane, materiale ora al vaglio degli investigatori.

Le ipotesi investigative e i gruppi di riferimento

Gli inquirenti stanno cercando di chiarire se il giovane possa far parte di una rete più ampia di soggetti attivi sul territorio romano in chiave filo-sionista, emersa in particolare dopo il 7 ottobre. Alcuni di questi gruppi sarebbero stati coinvolti in azioni di disturbo e atti di protesta mirati.

Tra gli episodi attribuiti a queste dinamiche figurano lo strappo di manifesti pro-Palestina nei pressi del centro sociale La Strada, la vandalizzazione del murale dedicato a Handala, simbolo della resistenza palestinese, e più recentemente episodi di danneggiamento all’interno di spazi universitari, come l’aula autogestita di Roma Tre.

Un ulteriore elemento di attenzione riguarda la presunta appartenenza del giovane a un gruppo informale che si definirebbe “brigata ebraica” a livello romano, non riconosciuto ufficialmente dalla comunità locale. Tuttavia, dalle verifiche, il nome del 21enne non risulterebbe tra gli iscritti ufficiali dell’associazione.

Il profilo del giovane e le domande aperte

Il quadro personale di Eithan Bondi viene definito dagli investigatori ancora in fase di approfondimento. Il giovane risulta iscritto alla comunità ebraica di Roma, ma emergono anche elementi familiari oggetto di verifica, tra cui la condanna del padre per rapina aggravata.

Una serie di dettagli che contribuiscono a delineare un profilo complesso, definito dagli inquirenti ancora “opaco” nelle sue motivazioni e nei suoi eventuali collegamenti.

Resta infatti aperto il nodo centrale dell’indagine: il possibile movente, l’eventuale presenza di complici e la dinamica precisa dell’episodio avvenuto durante il corteo del 25 aprile. Gli investigatori si interrogano anche sulle modalità dell’azione, compreso l’utilizzo del mezzo presumibilmente impiegato e le ragioni della sua esposizione, elemento che potrebbe aver facilitato l’identificazione.

Le indagini proseguono per chiarire un quadro che, al momento, appare ancora frammentato e ricco di interrogativi.

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