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“Ripreso dalle telecamere”. Pamela Genini, la notizia sconvolgente sulla sua decapitazione

Pubblicato: 29/04/2026 09:45

Proseguono senza sosta le indagini sul giallo della testa trafugata dal corpo di Pamela Genini, un caso che continua a sollevare interrogativi e a mantenere alta l’attenzione degli investigatori. La vicenda, già segnata dall’omicidio della donna avvenuto a Milano, si arricchisce ora di nuovi elementi, mentre resta ancora senza nome l’autore del vilipendio di cadavere.

Nelle ultime ore, un passaggio significativo è arrivato dalla Procura di Bergamo, dove l’ex fidanzato della vittima, Francesco Dolci, si è presentato spontaneamente insieme al proprio legale, depositando una memoria difensiva. Un’iniziativa che si inserisce in un contesto investigativo ancora aperto e coordinato dal pubblico ministero Giancarlo Mancusi.
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La memoria depositata in Procura

Nel documento consegnato agli inquirenti, Francesco Dolci avrebbe indicato una serie di nomi di persone che, a suo dire, avrebbero avuto rapporti con Pamela Genini. Un contributo che potrebbe rappresentare un tassello utile per ampliare il quadro delle relazioni della vittima e orientare ulteriormente le verifiche investigative.

Al momento, tuttavia, non risultano indagati per la profanazione del corpo, un elemento che conferma la complessità del caso e la difficoltà nel ricostruire con precisione quanto accaduto all’interno del cimitero.

Il nodo delle cassette di sicurezza

Tra gli aspetti più rilevanti emersi figura quello legato alle cassette di sicurezza intestate a Pamela Genini. Secondo quanto riferito, e confermato da testimonianze ritenute attendibili, la donna disporrebbe di almeno tre cassette tra Milano e Bergamo, contenenti una somma complessiva stimata tra i 300 e i 400 mila euro.

In una di queste sarebbe stato custodito anche il certificato di garanzia di un orologio di valore, attualmente non rinvenuto. Un dettaglio che aggiunge ulteriori elementi di mistero alla vicenda, insieme alla presenza di un conto corrente con ulteriori disponibilità economiche.

Le immagini delle telecamere

Un altro punto centrale dell’indagine riguarda le riprese di videosorveglianza effettuate nei pressi del cimitero. Le immagini mostrerebbero una figura maschile aggirarsi nei pressi dell’ingresso intorno alle due di notte, in un arco temporale compatibile con i giorni precedenti alla scoperta della profanazione.

Secondo quanto riportato, gli inquirenti ritengono che, per corporatura e andatura, quella persona possa essere Francesco Dolci con una probabilità compresa tra l’80 e il 90%. Tuttavia, lo stesso imprenditore nega di riconoscersi in quelle immagini.

Le riprese, a causa della distanza e della scarsa nitidezza, non consentono di stabilire con certezza le azioni compiute dall’uomo. Si vedrebbe una sosta nei pressi del cancello, senza tentativi evidenti di accesso, seguita da un allontanamento verso il parcheggio adiacente.

I dubbi ancora aperti

Nella zona del parcheggio sarebbe presente un’auto, ma i filmati non permettono di verificare se la persona ripresa vi sia salita. Il veicolo potrebbe essere compatibile con quello utilizzato da Francesco Dolci, ma anche su questo punto non esistono conferme definitive.

Resta inoltre da chiarire il momento esatto della presenza notturna: secondo le ricostruzioni, non coinciderebbe con il giorno della profanazione. Un elemento che, pur non escludendo nulla, apre a diverse interpretazioni.

Il caso della testa trafugata di Pamela Genini continua quindi a muoversi tra indizi, testimonianze e verifiche ancora in corso. Un’indagine complessa, dove ogni dettaglio potrebbe rivelarsi decisivo per arrivare alla verità.

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