
Un traguardo simbolico, ma dal forte valore politico. Dopo oltre tre anni e mezzo a Palazzo Chigi, il governo guidato da Giorgia Meloni si prepara a entrare nella storia della Repubblica per longevità.
Sabato 2 maggio l’esecutivo taglierà quota 1.288 giorni, superando i 1.287 giorni del quarto governo di Silvio Berlusconi (2008-2011).
La corsa al record
In cima alla classifica resta ancora il governo Berlusconi II, con 1.412 giorni, un primato che l’attuale esecutivo potrebbe raggiungere e superare entro il 4 settembre.
Si tratta di un obiettivo dichiarato dalla premier, che ha più volte rivendicato di aver garantito all’Italia una stabilità politica rara nella storia repubblicana.
Stabilità e riforme
Il tema della stabilità è stato centrale anche nel percorso delle riforme:
- il premierato, al momento fermo
- la nuova legge elettorale, lo “stabilicum”, ancora all’inizio dell’iter
Un percorso che ha conosciuto momenti di difficoltà, come l’esito negativo del referendum sulla giustizia, che aveva riaperto il dibattito su possibili elezioni anticipate.
Le tensioni nel governo
Non sono mancate le turbolenze interne. Negli ultimi mesi si sono registrate diverse dimissioni, tra cui:
- Daniela Santanchè, ministra del Turismo
- Andrea Delmastro
- Giusi Bartolozzi
A queste si aggiungono i cambiamenti già avvenuti in alcuni dicasteri, come il passaggio alla Cultura da Gennaro Sangiuliano a Alessandro Giuli, e la nomina di Tommaso Foti agli Affari europei al posto di Raffaele Fitto.
Nonostante ciò, il rimpasto è stato evitato, permettendo all’esecutivo di proseguire senza interruzioni.
Un posto nella storia
Con questo risultato, Meloni consolida anche altri primati:
- prima donna presidente del Consiglio
- tra i governi più longevi della Repubblica
Nella classifica storica restano ai vertici figure come:
- Silvio Berlusconi (3.339 giorni complessivi)
- Giulio Andreotti
- Alcide De Gasperi
- Aldo Moro
Intanto, il governo in carica continua la sua corsa, con l’obiettivo di segnare un nuovo record e consolidare la propria durata fino al termine della legislatura.


