
Il caso del delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione con una nuova e dettagliata ricostruzione della Procura di Pavia, che ridisegna movente e dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi. Secondo gli inquirenti, si tratterebbe di un’aggressione maturata dopo un approccio sessuale rifiutato, elemento che viene indicato come possibile origine del delitto.
Nella ricostruzione contenuta negli atti, la vittima sarebbe stata colpita con estrema violenza, riportando almeno dodici ferite alla testa. Un quadro definito dalla Procura come compatibile con un’azione reiterata e non immediatamente letale.
Al centro dell’indagine figura Andrea Sempio, indicato dagli inquirenti come autore dell’aggressione. Le contestazioni sono contenute nel nuovo capo di imputazione, che sarà oggetto dell’interrogatorio fissato per il 6 maggio a Pavia.

Secondo la Procura e i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, l’aggressione sarebbe iniziata con una colluttazione all’interno dell’abitazione, durante la quale la vittima sarebbe stata colpita al volto e alla testa, fino a cadere a terra.
La fase successiva della ricostruzione descrive un trascinamento verso le scale che conducono alla cantina. In questo passaggio Chiara Poggi avrebbe tentato di opporsi, provando a reagire nonostante le ferite.
È proprio sulle scale che, secondo gli atti, si sarebbero consumati i colpi più gravi. La vittima, ormai in difficoltà, sarebbe stata colpita ulteriormente fino alla perdita di conoscenza.

Il corpo sarebbe poi stato fatto scivolare lungo i gradini che portano alla cantina, dove sarebbero stati inferti ulteriori colpi alla testa. Le lesioni cranio-encefaliche riscontrate dagli accertamenti medico-legali vengono indicate come causa del decesso.
La Procura contesta inoltre l’aggravante della crudeltà, motivata dall’elevato numero di colpi e dalla loro intensità. Un elemento che, se confermato in giudizio, potrebbe incidere sulla qualificazione giuridica del reato.
Infine, viene contestata l’aggravante dei motivi abietti, che secondo gli inquirenti sarebbero riconducibili a un sentimento di odio maturato dopo il rifiuto dell’approccio sessuale. Una ricostruzione che rappresenta uno degli snodi più rilevanti della nuova fase investigativa.


