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Vive nei parchi e nei giardini. La scoperta choc degli scienziati: “E’ letale”

Pubblicato: 02/05/2026 22:59

Una scoperta scientifica destinata a far discutere e ad aprire nuove prospettive nella medicina e nell’agricoltura arriva da uno studio pubblicato su Nature Microbiology. Un team internazionale di ricercatori, guidato dalla McMaster University insieme a istituti come Harvard Medical School e Yale, ha identificato una nuova classe di tossine prodotte da batteri del suolo appartenenti al genere Streptomyces. Si tratta di microrganismi diffusissimi, presenti praticamente in ogni angolo del pianeta, dai parchi cittadini ai campi agricoli.

Questi batteri sono già noti alla scienza per la loro capacità di produrre sostanze fondamentali, tra cui molti antibiotici utilizzati in medicina. Ma la nuova scoperta aggiunge un tassello sorprendente: alcune varianti sono in grado di generare tossine altamente specifiche, capaci di colpire organismi viventi in modo mirato.

Le tossine che colpiscono solo gli insetti

Il cuore della ricerca riguarda le cosiddette Saip (proteine insetticide di Streptomyces antiquus), molecole che presentano una struttura simile a quella della tossina difterica ma con una differenza cruciale: non risultano dannose per l’uomo, mentre sono letali per gli insetti.

Gli scienziati hanno scoperto che queste tossine agiscono grazie a un meccanismo estremamente selettivo. Attraverso tecniche avanzate come l’editing genetico Crispr, è stato identificato un recettore specifico, chiamato “Flower”, presente nelle cellule degli insetti. Senza questo recettore, la tossina non riesce a entrare nelle cellule, spiegando così perché non abbia effetti sugli esseri umani.

Un’arma evolutiva antichissima e le possibili applicazioni

Uno degli aspetti più affascinanti della scoperta riguarda l’origine di queste tossine. Secondo i ricercatori, le Saip esisterebbero da oltre 100 milioni di anni, rendendole una delle armi biologiche più antiche conosciute. Questo suggerisce un ruolo chiave nell’evoluzione dei batteri e delle interazioni tra specie, oltre alla possibilità che abbiano contribuito alla nascita di altre tossine patogene nel corso del tempo.

Le implicazioni pratiche sono rilevanti. In agricoltura, queste sostanze potrebbero diventare una nuova frontiera contro i parassiti, riducendo l’uso di pesticidi chimici. In medicina e biotecnologia, invece, potrebbero aprire la strada a strumenti innovativi grazie alla loro capacità di agire in modo mirato. Ancora una volta, dal mondo invisibile dei batteri emerge un potenziale enorme, che potrebbe trasformare settori chiave nei prossimi anni.

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