
Nuove tensioni sul fronte economico della guerra tra Ucraina e Russia. Il presidente Volodymyr Zelensky ha denunciato un piano di Mosca per lo sfruttamento massiccio di risorse naturali nei territori occupati.
In un messaggio pubblicato su Telegram, Zelensky ha citato un rapporto dell’intelligence militare guidata da Oleh Ivashchenko, secondo cui la Russia starebbe pianificando operazioni su almeno 18 giacimenti strategici.
“Tra questi figurano titanio, litio, tantalio, niobio, zirconio, molibdeno e grafite”, ha dichiarato il presidente, sottolineando il valore cruciale di queste materie prime per l’industria tecnologica e militare.

Non solo minerali: Kiev accusa Mosca di voler requisire anche il raccolto di grano nelle aree occupate, replicando schemi già osservati negli anni passati. “Ci stiamo preparando a contrastare questa situazione”, ha affermato Zelensky.
Secondo gli analisti, centinaia di giacimenti sarebbero già sotto controllo russo, in particolare nelle regioni di Luhansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson, aree chiave per l’economia industriale ucraina.
La strategia ricalcherebbe quanto avvenuto dopo il Conflitto del Donbass: smantellamento di impianti, trasferimento di macchinari in Russia e integrazione delle attività residue nel complesso militare-industriale.
In questo contesto emerge anche il ruolo di Rostec, indicato come possibile destinatario delle risorse e delle strutture industriali sottratte nei territori occupati.
Zelensky ha inoltre evidenziato segnali di difficoltà economica interna in Russia: “L’entità delle perdite dirette è in aumento… il fallimento di parte dei bilanci regionali non può più essere nascosto”.
Sul piano militare, Kiev osserva un rafforzamento delle difese attorno a Mosca. “Questo dimostra che non si stanno preparando a un cessate il fuoco”, ha dichiarato Zelensky, aggiungendo: “Sono più preoccupati della parata che del resto del Paese”, in riferimento alle celebrazioni del 9 maggio in Piazza Rossa.


