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Italia, arrestato per aver ucciso un maresciallo. Atroce: “È davvero lui?!?”

Pubblicato: 06/05/2026 11:32

Un’operazione condotta all’alba ha posto fine alla latitanza di uno dei nomi storicamente legati a vicende di criminalità violenta e traffici illeciti nel Mezzogiorno. Un intervento mirato, pianificato nei dettagli, che segna un nuovo sviluppo nell’attività di contrasto alla criminalità organizzata e ai reati connessi allo spaccio di stupefacenti.

Le forze dell’ordine hanno agito in un contesto urbano complesso, dove la presenza di immobili popolari e aree densamente abitate richiede massima attenzione operativa. L’azione si inserisce in un quadro investigativo più ampio, coordinato dalla magistratura antimafia, che da tempo seguiva gli spostamenti del soggetto ricercato.
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Arresto di Carmine Marolda a Foggia

Il latitante Carmine Marolda, 64 anni, è stato arrestato all’alba del 6 maggio a Foggia durante un blitz delle forze dell’ordine. L’uomo era latitante da gennaio 2025 ed era ricercato per reati legati allo spaccio di droga.

L’operazione è stata condotta in un appartamento situato in un edificio popolare dell’ex palazzo Onpi di Foggia, dove il 64enne è stato individuato e bloccato al termine di un’irruzione.

Il blitz coordinato dalla Dda di Potenza

L’arresto è il risultato di una complessa attività di polizia giudiziaria coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza. All’operazione hanno partecipato i carabinieri dei comandi provinciali di Potenza e Foggia, insieme al Gis, Gruppo di Intervento Speciale, impegnato nelle fasi operative più delicate.

L’irruzione è stata eseguita in maniera rapida e controllata, consentendo di chiudere il cerchio investigativo e assicurare alla giustizia il latitante senza ulteriori conseguenze per l’area circostante.

La condanna per l’omicidio Di Resta

Carmine Marolda, originario di Venosa (Potenza), era già stato condannato in via definitiva per l’omicidio del maresciallo dei carabinieri Marino Di Resta, insignito della medaglia d’oro alla memoria.

Secondo quanto ricostruito nei procedimenti giudiziari, il militare venne ucciso il 16 settembre 1996 a Pescara, nel corso di un conflitto a fuoco con una banda di rapinatori. L’episodio avvenne dopo una rapina ai danni di un rappresentante di gioielli a Francavilla al Mare.

Nel 2001 la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione nei confronti di Marolda per quel delitto, definendo definitivamente la sua posizione giudiziaria.

La latitanza e i nuovi reati contestati

Dopo la condanna e un lungo periodo di detenzione e vicende giudiziarie, Marolda era tornato al centro delle indagini per nuovi episodi legati al traffico di sostanze stupefacenti. Dal gennaio 2025 risultava nuovamente ricercato nell’ambito di un’indagine per spaccio di droga.

La sua latitanza si è conclusa con l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno individuato il nascondiglio grazie a un’attività investigativa prolungata e a un costante monitoraggio del territorio.

Un’operazione di alto profilo investigativo

L’arresto di Carmine Marolda rappresenta un passaggio significativo nell’attività di contrasto alla criminalità organizzata e ai traffici di droga nell’area tra Basilicata e Puglia. L’intervento congiunto di reparti specializzati e magistratura antimafia evidenzia la complessità dell’indagine e la capacità di coordinamento tra le diverse strutture investigative.

Le autorità giudiziarie proseguiranno ora gli accertamenti per ricostruire eventuali reti di appoggio che abbiano favorito la permanenza in latitanza del 64enne.

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