Vai al contenuto

Addio al famoso politico italiano, il triste annuncio: ha segnato un’epoca

Pubblicato: 07/05/2026 16:31

Si è spento uno degli ultimi protagonisti della grande stagione politica del Novecento italiano. Un dirigente capace di attraversare decenni di trasformazioni senza perdere il gusto del confronto, il rigore istituzionale e quella cultura politica che ha segnato un’intera generazione della sinistra italiana. La sua morte chiude simbolicamente un altro capitolo della storia repubblicana.

Nel mondo politico e culturale il cordoglio è stato immediato. Dai vertici del Partito Democratico alle istituzioni milanesi, in molti hanno ricordato una figura considerata punto di riferimento per equilibrio, lucidità e capacità di mediazione. «Una personalità di dialogo e coraggiosa», lo ha definito la segretaria del Pd Elly Schlein, mentre il sindaco di Milano Beppe Sala ha parlato di «un galantuomo che ha attraversato la storia del Paese con intelligenza e passione civile».

Solo dal terzo atto della sua lunga biografia emerge il nome che per oltre mezzo secolo ha accompagnato la storia della sinistra italiana: Gianni Cervetti. Storico dirigente del Pci e successivamente esponente del Pds, avrebbe compiuto 93 anni il prossimo settembre. Legatissimo all’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, condivise con lui l’esperienza della corrente “migliorista”, quella più riformista e pragmatica del comunismo italiano.

Nato a Milano nel 1933, Cervetti crebbe nell’osteria di famiglia nei pressi di Porta Magenta, respirando fin da ragazzo il clima popolare e politico della città. Nel 1956, in uno degli anni più drammatici della Guerra Fredda, lasciò gli studi di medicina per trasferirsi a Mosca, dove il partito lo inviò a studiare economia proprio mentre i carri armati sovietici soffocavano la rivolta ungherese di Budapest.

L’esperienza nell’Urss segnò profondamente la sua formazione politica e personale. Fu lì che conobbe la moglie Franca Canuti, compagna di una vita scomparsa nel 2021. Dopo sei anni trascorsi nell’Unione Sovietica, Cervetti tornò a Milano con uno sguardo internazionale e una visione politica destinata a incidere profondamente sugli equilibri interni del Partito Comunista Italiano.

Tra il 1969 e il 1975 guidò la federazione milanese e provinciale del Pci, diventando poi responsabile organizzativo nazionale del partito. Negli anni successivi fu segretario lombardo, deputato e parlamentare europeo, consolidando il proprio ruolo tra i dirigenti più influenti della sinistra italiana durante la fase finale della Prima Repubblica.

Accanto a Enrico Berlinguer, Cervetti fu tra gli artefici del progressivo distacco del Pci dall’orbita sovietica. Sostenne con convinzione il progetto dell’eurocomunismo, contribuendo a ridefinire il rapporto tra il comunismo italiano e Mosca. Da tesoriere del partito fu proprio lui, alla fine degli anni Settanta, a interrompere i legami economici con il Pcus, scelta destinata a segnare una svolta storica.

Quella stagione politica venne poi raccontata nel libro “L’oro di Mosca”, pubblicato nel 1993, dove Cervetti ricostruì i rapporti finanziari tra il Partito Comunista Italiano e l’Unione Sovietica. Dopo la caduta del Muro di Berlino sostenne la svolta della Bolognina voluta da Achille Occhetto, appoggiando la trasformazione del Pci nel Partito Democratico della Sinistra.

Accanto alla politica, Cervetti coltivò per tutta la vita una grande passione per la musica classica. Fu tra i fondatori della Verdi di Milano, oggi Orchestra Sinfonica di Milano, che guidò per oltre dieci anni come presidente, restando poi presidente emerito. Una seconda vita pubblica vissuta con la stessa eleganza sobria che aveva caratterizzato il suo lungo percorso politico.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure