
Arriva una svolta decisiva nelle indagini sulla morte di Leonardo Mocci, il 23enne ucciso da un colpo di pistola al petto nel Cagliaritano, in un episodio che gli investigatori ricostruiscono come una possibile trappola legata a un finto incontro per la compravendita di droga.
La vicenda risale alla sera del 23 aprile, quando il giovane si era presentato insieme a un amico in una piazza di Monserrato, dopo aver fissato un appuntamento che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato organizzato per l’acquisto di stupefacenti.
Secondo la ricostruzione investigativa, i due avrebbero portato con sé del denaro per concludere la compravendita, ma all’arrivo si sarebbero trovati davanti a una situazione completamente diversa: invece della consegna della droga, sarebbe scattata un’aggressione.

In quel contesto, l’amico di Mocci sarebbe stato assalito da un gruppo di tre giovani. Il 23enne, intervenuto per difenderlo e tentare di fermare l’attacco, sarebbe stato colpito al petto da un colpo di pistola, risultando poi morto a pochi metri dal luogo dell’agguato.
Le indagini, coordinate dai carabinieri, avevano già portato nelle settimane precedenti all’iscrizione nel registro degli indagati di tre giovani. Nelle ultime ore, però, è arrivata la svolta con l’esecuzione degli arresti.
Sono stati fermati i fratelli cagliaritani Gianmarco e Filippo Tunis insieme al quartese Daniel Campus, tutti tra i 20 e i 24 anni, ora accusati di rapina e omicidio aggravato.
L’operazione dei carabinieri ha portato al trasferimento dei tre nel carcere di Uta, dove resteranno a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa degli sviluppi dell’inchiesta.
Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’agguato e il ruolo di ciascun soggetto coinvolto, per chiarire se si sia trattato di un incontro organizzato o di una vera e propria esecuzione premeditata.
La morte di Leonardo Mocci ha scosso profondamente il territorio del Cagliaritano, dove la vicenda continua a suscitare dolore e interrogativi su un episodio che, secondo gli inquirenti, potrebbe essere legato a dinamiche criminali legate allo spaccio di droga.


