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Biennale, Giuli e Buttafuoco litigano su Mattarella: “Inopportuno!”

Pubblicato: 07/05/2026 13:24

Le dichiarazioni istituzionali pronunciate in contesti pubblici possono trasformarsi rapidamente in elementi di confronto politico e culturale, soprattutto quando coinvolgono temi delicati legati alla rappresentazione internazionale dell’Italia e al ruolo delle grandi manifestazioni artistiche. È quanto sta accadendo attorno alla Biennale di Venezia, finita al centro di una nuova polemica che coinvolge il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco.

Al centro della discussione ci sono alcune parole pronunciate dal Presidente della Repubblica in occasione della presentazione dei David di Donatello al Quirinale, successivamente richiamate nel dibattito legato alla manifestazione veneziana. Un passaggio che il ministro della Cultura ha definito apertamente “inopportuno”, alimentando un confronto che si intreccia anche con la presenza russa alla Biennale.
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Le parole di Giuli contro Buttafuoco

Intervenendo durante Sky Tg24 Live in Roma, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha commentato le dichiarazioni del presidente della Biennale, criticando il richiamo alle parole del Capo dello Stato nel contesto veneziano.

Per Giuli sarebbe stato “inopportuno portare fino Venezia” quanto espresso dal Presidente della Repubblica durante la cerimonia al Quirinale per i David di Donatello.

Secondo il ministro, “questo è un aspetto di sgrammaticatura”. Una definizione che evidenzia il dissenso politico e istituzionale rispetto alla gestione comunicativa della vicenda.

Il tema della presenza russa alla Biennale

Nel suo intervento, Giuli ha affrontato anche il nodo della presenza della Russia alla Biennale di Venezia, collegando la questione a un presunto aggiramento delle disposizioni governative e delle sanzioni internazionali.

“la Russia putinista è presente a Venezia grazie ad un accordo fatto alle spalle del governo aggirando le sanzioni”, ha dichiarato il ministro.

Un’affermazione che aggiunge ulteriore tensione attorno all’organizzazione della manifestazione culturale e alla gestione dei rapporti internazionali nell’ambito artistico.

La visita del ministro alla Biennale

Nonostante le polemiche emerse nelle ultime ore, Alessandro Giuli ha confermato la propria presenza alla manifestazione veneziana.

“Andrò a Venezia e visiterò il Padiglione Italia” e “andrò entro maggio a rendere onore all’arte italiana e all’Italia”, ha assicurato il ministro.

Parole con cui Giuli ha ribadito la volontà di partecipare all’evento e di sottolineare il valore della rappresentanza culturale italiana all’interno della Biennale.

Il rapporto con Buttafuoco e la lettera senza risposta

Nel corso dell’intervento televisivo, il ministro ha anche fatto riferimento ai rapporti con Pietrangelo Buttafuoco, lasciando emergere un clima di distanza istituzionale.

“Non so se ci sarà Buttafuoco, magari avrà altro da fare”, ha detto Giuli, aggiungendo poi di aver scritto direttamente al presidente della Biennale.

“Io gli ho scritto il mio dissenso rispettoso e non ho ricevuto risposta”.

Un passaggio che evidenzia come il confronto non si limiti soltanto al piano pubblico e mediatico, ma coinvolga anche i rapporti diretti tra le figure istituzionali impegnate nella gestione culturale della manifestazione.

La polemica attorno alla Biennale di Venezia si inserisce così in un quadro più ampio di tensioni culturali e politiche, in cui arte, diplomazia e comunicazione istituzionale continuano a intrecciarsi in modo sempre più evidente.

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