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Garlasco, Bruzzone sull’intercettazione: “Ecco cosa significa davvero”

Pubblicato: 07/05/2026 15:14

L’interrogatorio di Andrea Sempio davanti alla Procura di Pavia ha riacceso il dibattito sul delitto di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco. Ma mentre gli inquirenti sembrano avvicinarsi alla chiusura della nuova indagine, c’è chi continua a mettere in dubbio la solidità del quadro accusatorio.

Tra le voci più critiche c’è quella della criminologa Roberta Bruzzone, intervenuta durante una diretta di Fanpage.it per analizzare gli ultimi sviluppi del caso.

Secondo Bruzzone, l’elemento che nelle ultime ore aveva attirato maggiore attenzione — un audio ambientale in possesso dei pm — avrebbe già perso gran parte della sua forza investigativa. Nella registrazione, secondo gli inquirenti, Sempio farebbe riferimento a un presunto video intimo di Chiara Poggi e dell’allora fidanzato Alberto Stasi.

Per la criminologa, però, il contenuto dell’audio non avrebbe una lettura chiaramente confessoria. «Sembra quasi che stia prendendo in giro», ha osservato, sottolineando come la stessa Procura, se avesse considerato quella registrazione davvero decisiva, avrebbe probabilmente adottato misure cautelari più severe.

Bruzzone ha poi contestato anche il peso attribuito al Dna trovato sotto le unghie della vittima. Secondo la criminologa, la consulenza della genetista Denise Albani avrebbe ridimensionato notevolmente l’affidabilità di quel reperto, evidenziando come il materiale genetico fosse degradato e non univocamente riconducibile a Sempio.

Dubbi anche sulla cosiddetta impronta 33, trovata sulla parete della scala della cantina. Bruzzone sostiene che non vi sia prova che si tratti di sangue, ricordando che i test effettuati all’epoca diedero esito negativo. Inoltre, l’impronta originale non sarebbe più disponibile e le analisi attuali sarebbero state condotte soltanto su fotografie.

Nel suo intervento, la criminologa ha infine posto una domanda sulle strategie investigative della Procura: se davvero l’audio fosse stato considerato una “bomba”, perché proseguire parallelamente con accertamenti su altre piste, come il dragaggio della Roggia di Tromello, che sembrava orientare le attenzioni verso altri soggetti?

Le dichiarazioni di Bruzzone si inseriscono in un clima sempre più acceso attorno al caso, tra nuove ipotesi investigative, elementi contestati e ricostruzioni opposte. Intanto Sempio, convocato ieri dai magistrati, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

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