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“Il vaccino non bloccava il contagio”. Covid, la clamorosa ammissione dell’ex direttore Aifa

Pubblicato: 07/05/2026 19:25

Le dichiarazioni dell’ex direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini, stanno riaccendendo il dibattito sulle strategie adottate durante la pandemia. Nel corso della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, Magrini ha infatti affermato che il vaccino anti Covid non ha mai bloccato completamente la trasmissione del virus, pur garantendo protezione alla persona vaccinata contro le forme più gravi della malattia. Una frase che ha immediatamente provocato polemiche politiche e reazioni sui social.

“Il vaccino Covid protegge l’individuo che l’ha fatto. La trasmissione non è bloccata. Di quanto si riduce? Di un po’. Bon, mi fermo qui”, ha dichiarato l’ex numero uno dell’Aifa davanti alla Commissione. Parole che, secondo molti osservatori, mettono in discussione parte della comunicazione istituzionale adottata negli anni dell’emergenza sanitaria, quando il vaccino veniva spesso presentato anche come uno strumento decisivo per limitare la diffusione del contagio nella popolazione.

Durante la pandemia, infatti, il messaggio dominante era che vaccinarsi significasse non solo proteggere sé stessi, ma anche contribuire alla sicurezza collettiva. Su questa impostazione si sono basate misure come green pass, super green pass, obblighi vaccinali in alcuni settori lavorativi e limitazioni per i non vaccinati. Le parole di Magrini riaprono quindi una discussione delicata sul rapporto tra dati scientifici, comunicazione pubblica e decisioni politiche prese in piena emergenza.

Le polemiche su green pass, obblighi e informazioni incomplete

Uno dei punti più controversi riguarda proprio il livello di efficacia del vaccino nel ridurre il contagio. Secondo quanto riferito da Magrini, la riduzione della trasmissione esisteva ma era soltanto parziale. Una precisazione che alimenta le critiche di chi sostiene che durante la campagna vaccinale non siano state spiegate con sufficiente chiarezza le reali conoscenze disponibili in quel momento.

Nel corso dell’audizione, all’ex direttore Aifa è stato chiesto anche perché certe informazioni non fossero state comunicate in maniera più esplicita all’opinione pubblica. Magrini ha risposto che i dati disponibili erano “parziali” e che alcuni chiarimenti specifici “non erano stati richiesti”. Una spiegazione che però continua a generare interrogativi, soprattutto alla luce delle forti pressioni sociali e lavorative vissute durante il periodo pandemico.

A rendere ancora più delicato il quadro ci sono anche le indiscrezioni pubblicate da La Verità sulle email interne dell’Aifa relative alla gestione della pandemia e alla comunicazione scientifica. Interpellato sulla vicenda, Magrini ha spiegato di aver querelato la trasmissione che aveva diffuso il contenuto delle comunicazioni interne. La vicenda resta però al centro del dibattito politico e mediatico, mentre la Commissione Covid continua ad approfondire il ruolo delle istituzioni sanitarie, la gestione dell’emergenza e la trasparenza delle informazioni fornite ai cittadini nei mesi più difficili della pandemia.

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Ultimo Aggiornamento: 07/05/2026 19:35

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