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“Se sei convinto rispondi subito!”. Garlasco, Del Debbio shock su Sempio

Pubblicato: 08/05/2026 09:18

Il caso del delitto di Chiara Poggi torna nuovamente sotto i riflettori televisivi dopo che Paolo Del Debbio, durante una puntata di Dritto e rovescio, ha riproposto alcuni passaggi di una vecchia intervista ad Andrea Sempio, oggi nuovamente al centro dell’inchiesta della Procura di Pavia.

L’attenzione del conduttore si è concentrata soprattutto sulle esitazioni mostrate da Sempio davanti a una domanda precisa: “Alberto Stasi è una vittima o un carnefice?”. Un momento che, secondo Del Debbio, assumerebbe un significato particolare alla luce degli sviluppi investigativi più recenti.

Nel corso della trasmissione sono stati ripercorsi anche altri aspetti della personalità dell’indagato, dai riferimenti alla scrittura personale fino ai messaggi pubblicati negli anni su un forum online dedicato alle tecniche di seduzione. Elementi che gli investigatori stanno analizzando nel tentativo di delineare un possibile movente.
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Il silenzio davanti alla domanda su Alberto Stasi

Durante la trasmissione, Paolo Del Debbio ha evidenziato soprattutto il tempo impiegato da Andrea Sempio per rispondere alla domanda su Alberto Stasi. Secondo il giornalista, tra la domanda e la risposta sarebbero trascorsi circa sei o sette secondi.

Un’esitazione che il conduttore interpreta come significativa. Nel filmato riproposto in studio, Sempio guarda verso l’alto prima di pronunciare una sola parola: “Carnefice”.

Per Del Debbio, una persona convinta di una determinata posizione risponderebbe in modo immediato. Da qui il dubbio sollevato nel corso della trasmissione televisiva, dove il comportamento dell’indagato viene letto come un possibile segnale di incertezza o tensione.

La paura di scrivere dopo l’omicidio

Nel corso di un’altra intervista trasmessa sempre da Dritto e rovescio, Andrea Sempio aveva parlato apertamente del proprio rapporto con la scrittura, descritta come una pratica abituale sin dall’infanzia.

Sempio spiegava di aver sempre utilizzato la scrittura per analizzare sé stesso e dare forma ai propri pensieri. “Scrivere è un ottimo modo per scavare dentro se stessi”, aveva raccontato, aggiungendo che mettere nero su bianco emozioni e riflessioni serviva a “tirare fuori tutto”.

Alla domanda se continuasse ancora a scrivere dopo quanto accaduto, la risposta era stata però negativa. Sempio aveva spiegato di non fidarsi più delle conseguenze che potrebbero derivare da appunti, fogli o pensieri lasciati in giro.

Secondo quanto dichiarato nell’intervista, il timore sarebbe quello che qualsiasi frase scritta possa essere interpretata o utilizzata contro di lui.

I post sul forum e l’ipotesi del movente

Tra gli elementi finiti all’attenzione degli investigatori ci sono anche migliaia di messaggi pubblicati da Andrea Sempio tra il 2009 e il 2016 all’interno di un forum online dedicato alle dinamiche relazionali e alle tecniche di seduzione.

Utilizzando il nickname “Andreas”, il 38enne avrebbe scritto oltre tremila post. Alcuni di questi riguardavano il tema dello stupro e sono stati ritenuti particolarmente rilevanti dagli inquirenti, che parlano di contenuti sessisti e di una possibile “normalizzazione della violenza sessuale”.

In uno dei messaggi riportati negli atti, Sempio sosteneva che, dal punto di vista biologico ed evolutivo, lo stupro rappresenterebbe una dimostrazione della forza maschile. Frasi che oggi vengono esaminate dagli investigatori anche per comprendere il quadro psicologico dell’indagato.

Secondo la Procura, quei contenuti potrebbero inserirsi nell’ipotesi di un risentimento maturato dopo il rifiuto di un approccio sentimentale o sessuale.

L’ipotesi dell’“ossessione” per Chiara Poggi

Tra i post analizzati dagli inquirenti compaiono anche riferimenti a una forte infatuazione vissuta da Sempio tra i 18 e i 20 anni. Nei messaggi pubblicati online, il 38enne parlava di una “one-itis”, termine utilizzato nei forum di seduzione per indicare un amore ossessivo e non corrisposto.

Sempio descriveva quel periodo come uno dei momenti più difficili della sua vita, raccontando di essersi innamorato profondamente di una ragazza senza riuscire a superare il rifiuto.

La difesa respinge il collegamento con Chiara Poggi e sostiene che quei riferimenti riguardino invece una giovane barista conosciuta in un locale frequentato dall’indagato insieme all’amica e avvocata Angela Taccia. La donna potrebbe essere chiamata a testimoniare proprio per chiarire questo aspetto.

Gli investigatori, però, non escludono una lettura diversa. Secondo la Procura, l’“ossessione” descritta nei post potrebbe riferirsi proprio a Chiara Poggi. Un’ipotesi che nasce anche dalla cronologia dei messaggi: il riferimento alla barista compare infatti soltanto nel 2012, mentre l’altra esperienza sentimentale definita “dirompente” era stata raccontata già nel 2010.

Un dettaglio che continua ad alimentare interrogativi all’interno della nuova indagine sul delitto di Garlasco.

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