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Dazi Usa-Ue, Trump alza la pressione: ultimatum del 4 luglio dopo la bocciatura della Corte

Pubblicato: 08/05/2026 07:46

La strategia commerciale di Donald Trump subisce una nuova frenata interna negli Stati Uniti, ma il presidente americano rilancia immediatamente lo scontro con l’Unione Europea. Nel giorno in cui la Corte americana per il commercio ha dichiarato illegali i dazi globali del 10% introdotti a febbraio, il tycoon ha fissato un ultimatum politico a Bruxelles: entro il 4 luglio, data simbolica del 250esimo anniversario degli Stati Uniti, l’Ue dovrà rispettare gli accordi commerciali siglati in Scozia oppure scatterà un nuovo aumento delle tariffe.

Il messaggio è arrivato, ancora una volta, attraverso Truth Social dopo una telefonata con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Trump ha accusato Bruxelles di rallentare l’attuazione dell’intesa commerciale raggiunta a Turnberry e ha promesso una risposta immediata in caso di ulteriori ritardi. “Ho aspettato pazientemente che l’Ue adempisse alla sua parte dello storico accordo commerciale”, ha scritto il presidente americano, sostenendo che Bruxelles avrebbe promesso l’azzeramento dei dazi sui prodotti statunitensi.

La trattativa bloccata a Bruxelles

L’ultimatum arriva dopo l’ennesimo stallo nei negoziati europei. A Bruxelles il trilogo tra Consiglio, Commissione ed Eurocamera si è concluso senza un accordo definitivo. Dopo oltre cinque ore di confronto, le parti hanno deciso di aggiornare il negoziato al 19 maggio, segnale delle profonde divisioni politiche ancora presenti all’interno dell’Unione.

Il presidente della commissione Commercio del Parlamento europeo Bernd Lange ha parlato di “progressi significativi”, soprattutto sul meccanismo di salvaguardia e sulla revisione del regolamento principale, ma ha ammesso che resta “molta strada da fare”.

In Europa il timore principale resta quello di una nuova rappresaglia commerciale americana. La scorsa settimana Trump aveva già minacciato di aumentare i dazi sulle auto e sui camion europei dal 15% al 25%, accusando Bruxelles di procedere troppo lentamente. L’intesa originaria prevedeva invece l’eliminazione dei dazi europei sui prodotti industriali americani in cambio di un tetto tariffario del 15% sulla maggior parte delle merci europee esportate negli Stati Uniti.

La Corte Usa boccia i dazi del 10%

Mentre rilanciava lo scontro con l’Europa, Trump ha però incassato una nuova sconfitta sul fronte interno. La Corte americana per il commercio ha dichiarato illegali i dazi globali del 10% introdotti a febbraio, sostenendo che il presidente non avesse una base giuridica sufficiente per imporre tariffe così estese attraverso la normativa utilizzata dalla Casa Bianca.

La decisione è stata presa con due voti favorevoli e uno contrario e rappresenta un nuovo ostacolo alla strategia economica trumpiana, costruita negli ultimi mesi attorno all’idea di una pressione commerciale permanente contro alleati e rivali economici degli Stati Uniti.

La sentenza però non sembra destinata a modificare la linea politica della Casa Bianca. Al contrario, Trump continua a usare i dazi come leva negoziale e come strumento di pressione geopolitica, soprattutto nei confronti dell’Europa, trasformando il commercio internazionale in uno dei terreni centrali della campagna politica americana.

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