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Garlasco, la notizia su Stasi è appena arrivata: “Può farlo!”

Pubblicato: 09/05/2026 13:46

Le verità cristallizzate dal tempo e dalle sentenze definitive possiedono spesso una fragilità insospettabile, capace di emergere solo quando nuovi tasselli iniziano a incastrarsi in un mosaico che sembrava ormai completato. In certi casi di cronaca, il confine tra la colpevolezza e l’innocenza non è segnato da un punto fermo, ma da una linea mobile che si sposta al ritmo delle evoluzioni tecnologiche e delle riletture investigative. Quando il clamore mediatico si placa, resta il lavoro silenzioso degli uffici giudiziari, dove pagine ingiallite e nuovi reperti vengono messi a confronto per capire se il percorso della giustizia abbia imboccato, anni prima, una direzione fallace. È un processo di revisione profondo, che non interroga solo i fatti, ma la tenuta stessa del sistema, in attesa che una nuova luce possa finalmente diradare le ombre rimaste sospese su vicende che hanno segnato la coscienza collettiva.

Verso la revisione: la nuova strategia per Alberto Stasi

“La nostra intenzione è quella di accelerare il più possibile per presentare l’istanza di revisione” del processo. Con queste parole Giada Bocellari, l’avvocata che insieme al collega Antonio De Rensis difende Alberto Stasi, delinea la nuova fase di una delle vicende giudiziarie più intricate d’Italia. Al momento, ha chiarito la legale, “non è possibile prevedere una tempistica”. L’iter non sarà immediato, poiché è indispensabile “leggere e studiare tutti gli atti e poi scrivere la richiesta”. Le nuove evidenze, contenute nell’annotazione finale dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, mettono seriamente in discussione la condanna di Stasi, spostando i sospetti su Andrea Sempio, oggi considerato dai pm pavesi il probabile responsabile del delitto di Garlasco.

Le nuove carte includono la consulenza medico-legale di Cristina Cattaneo, elementi che puntano a scagionare l’ex studente della Bocconi dopo una pena di 16 anni definita, da chi ha riaperto le indagini, basata su pilastri “incomprensibili” e “contraddittori”. Parallelamente, la Procura di Pavia ha già sollecitato la Procura generale di Milano per una revisione, che approderà alla Corte d’Appello di Brescia. Per la Pg Francesca Nanni e l’avvocata generale Lucilla Tontodonati, l’analisi sarà complessa e finalizzata a valutare l’esistenza di prove realmente inedite.

Un punto cruciale dell’informativa riguarda le impronte sul dispenser del sapone. Se in passato furono un indizio pesante, oggi gli inquirenti le considerano “da considerarsi legittimo” data la frequentazione della casa da parte di Stasi. Inoltre, si ritiene che l’assassino non si sia lavato in quel bagno. Anche la mancanza di sangue sul tappetino dell’auto di Alberto viene riletta: i carabinieri hanno dimostrato, citando un caso del 2020, come sia possibile non lasciare tracce ematiche dopo brevi tragitti.

Smentito anche il presunto scambio dei pedali tra le biciclette della famiglia Stasi. Secondo l’informativa, l’idea che Alberto non si fosse sbarazzato della bici usata sarebbe una “superficialità degna di personaggi fumettistici”. Infine, il dato temporale risulta decisivo: la consulenza della Cattaneo sposta l’orario della morte di Chiara Poggi a non prima delle 9.45 circa, un orario in cui Stasi era già al computer per lavorare alla sua tesi, garantendogli così un alibi che per anni è stato considerato mancante.

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