
Nuovo scossone al ministero della Cultura. Il ministro Alessandro Giuli avrebbe deciso di azzerare il proprio staff, dando il via a una profonda riorganizzazione interna che sta già provocando tensioni dentro Fratelli d’Italia. Secondo le indiscrezioni emerse nelle ultime ore, sarebbero già partiti i decreti di revoca per alcuni dei collaboratori più vicini ai vertici del dicastero.
Tra i primi nomi coinvolti figurano Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic e considerato uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, ed Elena Proietti, fino a oggi alla guida della segreteria personale del ministro. Una decisione che arriva in un momento già particolarmente delicato per il Collegio Romano, segnato da polemiche e scontri interni che si trascinano da settimane.
Il caso Regeni e le tensioni interne
Alla base della revoca dell’incarico a Merlino ci sarebbe il caso legato al documentario su Giulio Regeni. La vicenda aveva suscitato forti polemiche dopo il mancato finanziamento da parte del ministero, seguito dalla promessa di intervenire per rimediare alla situazione. Secondo quanto trapela, Giuli sarebbe rimasto irritato dalla gestione della questione e avrebbe contestato al dirigente di non aver vigilato adeguatamente sull’intera pratica.
Merlino, da anni considerato una figura influente all’interno del ministero, era ritenuto il collegamento diretto tra il Mic e Fazzolari. La sua presenza era rimasta centrale sia durante il mandato di Gennaro Sangiuliano sia con l’arrivo di Giuli. Proprio per questo il suo allontanamento viene interpretato come un segnale politico rilevante negli equilibri interni della destra di governo.
Le polemiche attorno al Mic
Anche Elena Proietti sarebbe finita nel mirino del ministro per motivi organizzativi legati alla missione istituzionale a New York dello scorso mese. All’esponente umbra di Fratelli d’Italia, già assessore a Terni, verrebbe contestata l’assenza alla partenza della delegazione ministeriale.
Il nuovo terremoto arriva dopo settimane già molto tese per il ministero della Cultura. Prima il caso che ha coinvolto Beatrice Venezi al Teatro La Fenice, poi lo scontro con Pietrangelo Buttafuoco sulla Biennale. Episodi che hanno alimentato le tensioni politiche e personali all’interno del partito di maggioranza.
La decisione di Giuli rischia ora di aprire un ulteriore fronte dentro Fratelli d’Italia, soprattutto per il peso politico attribuito a Merlino. Figlio di Mario Merlino, figura storica della destra radicale italiana con un passato in Avanguardia Nazionale, il dirigente era considerato da molti una presenza strategica negli equilibri del ministero.


