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Politica italiana in lutto, addio a una leggenda in città

Pubblicato: 11/07/2026 21:13

È morto Giorgio Rossi, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Trieste e storico collaboratore del sindaco Roberto Dipiazza. Aveva 79 anni ed era ricoverato all’ospedale di Cattinara dopo una caduta avvenuta nei giorni scorsi, nella quale aveva riportato la frattura di cinque costole. Le conseguenze dell’incidente si sono rivelate fatali.

Nato a Umago nel 1947, Rossi aveva alle spalle una lunga esperienza nel settore dell’edilizia, ma il suo nome era legato soprattutto alla vita amministrativa di Trieste. Per circa venticinque anni è stato uno dei più stretti collaboratori di Dipiazza, con il quale aveva instaurato anche un profondo rapporto di amicizia.

È stato lo stesso sindaco ad annunciarne la scomparsa con un messaggio di cordoglio: «Ciao Giorgio, caro amico mio. Non ti dimenticherò mai». Rossi era anche presidente della Lista Dipiazza e rappresentava una delle figure più influenti e riconoscibili dell’amministrazione comunale.

Una lunga carriera al servizio della città

Il percorso politico di Giorgio Rossi era iniziato nei primi anni Duemila, durante le amministrazioni guidate da Roberto Dipiazza. Nel corso degli anni aveva ricoperto diversi incarichi, occupandosi prima dei Lavori pubblici e poi dell’Educazione.

Dal 2016 era tornato in giunta con le deleghe alla Cultura, allo Sport e alle Politiche giovanili, assumendo successivamente anche la responsabilità del Turismo e dei sistemi museali cittadini. Durante il suo mandato aveva promosso numerose iniziative per valorizzare il patrimonio culturale di Trieste, puntando su grandi mostre ed eventi che hanno contribuito ad aumentare il numero dei visitatori nei musei cittadini.

Nel 2025 aveva annunciato la decisione di non ricandidarsi alle elezioni comunali, spiegando di ritenere conclusa la propria esperienza amministrativa dopo un quarto di secolo accanto al sindaco.

La scomparsa di Giorgio Rossi lascia un vuoto nella politica cittadina e nell’amministrazione comunale di Trieste, che perde uno dei suoi protagonisti più longevi e uno dei collaboratori più fidati di Roberto Dipiazza.

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