
Le recenti dinamiche demoscopiche stanno accendendo un serio campanello d’allarme nelle stanze del potere, delineando uno scenario inedito per gli equilibri della maggioranza di governo. Si è molto parlato delle difficoltà elettorali della Lega negli ultimi mesi, ma anche Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, sta perdendo terreno. Il motivo dietro questa contrazione della base elettorale è riconducibile a un fattore preciso, che sta ridisegnando i confini dell’area conservatrice: l’arrivo sulla scena di Roberto Vannacci con il suo Futuro nazionale, che finora sta continuando a crescere nei sondaggi politici spostando voti verso una destra ancora più estrema di quella proposta da salviniani e meloniani. Una tendenza che incide direttamente sulla stabilità dell’esecutivo.
I dati emersi dall’ultimo monitoraggio statistico fotografano una flessione che colpisce il nucleo centrale della coalizione, intaccando la stessa percezione della leadership da parte dei cittadini. La nuova rilevazione di Termometro politico vede FdI toccare il punto più basso nella serie da quando ha vinto le ultime elezioni. E lo stesso vale per la fiducia nei confronti della presidente del Consiglio: non è mai stata così alta, negli ultimi quattro anni, la percentuale di italiani che non si fidano di Meloni. Una flessione che apre nuovi fronti di discussione.
Il riassetto delle percentuali e la tenuta delle opposizioni
L’analisi numerica della sponda governativa evidenzia lo spostamento di significativi blocchi di consenso, un travaso che penalizza le sigle principali a tutto vantaggio delle nuove formazioni. Nello specifico, Fratelli d’Italia è al 27,5%. Perde ben lo 0,4% in una sola settimana, in quello che Termometro politico definisce un “piccolo crollo”. Sul fronte degli alleati di coalizione, Forza Italia mantiene una sostanziale stabilità attestandosi al 7,8%, mentre la Lega si ferma al 6,5%. Chi capitalizza maggiormente questa fase è la compagine di Roberto Vannacci, balzata al 5,8% con una crescita netta dello 0,6% in appena sette giorni.
Dall’altra parte dell’emiciclo politico, il quadro delle minoranze mostra segnali di consolidamento, nonostante le recenti tensioni interne sul fronte delle relazioni internazionali. Il Partito democratico si attesta al 21,6% con una crescita di un decimo. Il Movimento 5 stelle al 12,5% grazie a un +0,2%. Alleanza Verdi-Sinistra prende il 6,4% calando di due decimi. Per quanto riguarda l’indice di gradimento personale del premier, le cifre indicano una polarizzazione marcata. Il 22,9% degli italiani dice di avere molta fiducia nella presidente del Consiglio, il 13,9% ne ha “abbastanza”: nel complesso si parla del 36,8% degli elettori. Al contrario, il fronte del dissenso registra una netta maggioranza, poiché il 52,4% non ha nessuna fiducia nei suoi confronti e il dato complessivo sulla sfiducia supera ampiamente il 60%.


