
Nuove tensioni scuotono il caso del delitto di Garlasco, mentre la famiglia Poggi rompe il silenzio e attacca apertamente gli investigatori che stanno portando avanti la nuova inchiesta su Andrea Sempio, oggi unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Al centro della polemica ci sono le intercettazioni effettuate anche sui familiari della vittima e gli ultimi sviluppi investigativi emersi con la chiusura delle indagini.
Attraverso i propri legali, i Poggi parlano di «gravi condizionamenti da contesti poco trasparenti» e di «impropri collegamenti con specifici ambienti giornalistici» che avrebbero influenzato il lavoro dei carabinieri della stazione di Milano Moscova. Un’accusa pesantissima che segna uno dei momenti più delicati della nuova fase dell’inchiesta.

«Prendiamo atto del fatto che la Procura di Pavia abbia ritenuto di sottoporre ad intercettazioni i familiari della vittima», scrivono gli avvocati della famiglia Poggi. Secondo la nota, l’unica “colpa” dei familiari sarebbe stata quella di aver partecipato al processo conclusosi con la condanna definitiva di Alberto Stasi e di «non credere in alcun modo al coinvolgimento di Andrea Sempio».
I legali denunciano inoltre la diffusione pubblica degli atti investigativi e degli esiti delle intercettazioni, parlando di materiale divulgato «in spregio a tutte le norme penali di riferimento». Una situazione che, spiegano, avrebbe provocato «continue aggressioni» mediatiche nei confronti della famiglia della vittima.
Nel mirino degli investigatori c’è soprattutto Marco Poggi, fratello di Chiara. Secondo l’informativa finale depositata dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, il suo racconto sarebbe cambiato rispetto alle versioni fornite «nell’arco di 18 anni». Gli investigatori arrivano a definire alcune sue dichiarazioni «certamente poco credibili».

Gli atti parlano di una presunta «anomalia nell’intreccio tra indagato e famiglia Poggi», facendo riferimento ai rapporti tra Marco Poggi, Andrea Sempio e l’entourage difensivo rappresentato dall’avvocata Angela Taccia. Secondo i carabinieri, si sarebbe verificato un progressivo allineamento delle versioni fornite agli inquirenti.
Uno dei punti più delicati riguarda il presunto video intimo di Chiara Poggi e Alberto Stasi. Per gli investigatori, quel filmato rappresenterebbe un elemento «assolutamente centrale nella dinamica relativa all’omicidio». I carabinieri sostengono che sia Marco Poggi sia Andrea Sempio ne fossero a conoscenza già anni fa.
Le tensioni emergono anche dalle intercettazioni ambientali. In una conversazione registrata in auto il 22 ottobre 2025, Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, ironizza sulle continue indiscrezioni legate al caso: «A Garlasco ci son più testimoni che abitanti». Poco dopo, parlando dello scontrino del parcheggio di Vigevano, aggiunge: «Gli ho rovinato la vita all’Andrea».
Nonostante il clima sempre più acceso e i numerosi elementi raccolti, gli stessi investigatori ammettono che alcune prove restano prive di certezze definitive. È il caso proprio dello scontrino di Vigevano, che secondo i carabinieri «non può avere alcun valore positivo o negativo». Un dettaglio che continua ad alimentare dubbi, polemiche e nuovi interrogativi su uno dei casi giudiziari più discussi d’Italia.


