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“Perché ci ha cacciato”. Caos al ministero della Cultura, salta lo staff: polemica e accuse

Pubblicato: 11/05/2026 09:54

Nel giro di poche ore, corridoi istituzionali e ambienti politici si sono riempiti di domande, retroscena e telefonate concitate. La notizia dell’improvvisa esclusione di due figure considerate vicinissime al ministro della Cultura Alessandro Giuli ha colto di sorpresa non soltanto gli interessati, ma anche gran parte delle persone che lavoravano quotidianamente accanto a loro.

Un clima di incredulità che, secondo i racconti raccolti tra amici e collaboratori, avrebbe accompagnato soprattutto le prime ore successive alla diffusione della notizia. Nessun segnale evidente, nessuna tensione pubblica, almeno apparentemente. Poi la decisione improvvisa, arrivata come una frattura inattesa dentro uno degli staff politici più osservati degli ultimi mesi.

I protagonisti della vicenda sono Emanuele Merlino ed Elena Proietti, fino a pochi giorni fa figure centrali nell’organizzazione del ministero della Cultura. Lui capo della segreteria tecnica del ministro, lei segretaria particolare. Due profili differenti ma accomunati da un forte legame politico con l’area della destra italiana e da un rapporto di stretta collaborazione con Giuli.
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Lo shock dopo la notizia

Secondo quanto riferito da persone vicine ai due ex collaboratori, Merlino e Proietti si sarebbero sentiti telefonicamente subito dopo la pubblicazione delle indiscrezioni sul loro allontanamento. Entrambi, raccontano gli amici più stretti, sarebbero rimasti profondamente colpiti dalla decisione.

Emanuele Merlino avrebbe confidato di aver lasciato il ministero appena pochi giorni prima senza percepire alcun segnale di rottura imminente. Dello stesso tono anche il racconto attribuito a Elena Proietti, che avrebbe ricordato l’ultimo saluto con il ministro come assolutamente normale, privo di tensioni o discussioni.

Dietro l’amarezza personale emerge soprattutto il senso di smarrimento per una scelta arrivata all’improvviso, senza spiegazioni pubbliche immediate e senza apparenti avvisaglie nei giorni precedenti.

I profili di Emanuele Merlino ed Elena Proietti

Il nome di Emanuele Merlino è noto negli ambienti della destra culturale e politica italiana. Figlio di Mario Merlino, figura controversa della destra radicale del dopoguerra, negli anni aveva costruito un proprio percorso professionale e politico all’interno dell’area di Fratelli d’Italia.

Studioso di storia contemporanea e autore di libri e fumetti dedicati a vicende simboliche della memoria nazionale, Merlino aveva consolidato la propria posizione lavorando nel Centro Studi del partito insieme ad altri dirigenti emergenti dell’area meloniana. Successivamente il suo approdo al ministero della Cultura aveva rafforzato ulteriormente il suo ruolo all’interno dell’entourage politico vicino al governo.

Diversa ma altrettanto radicata nel mondo della destra italiana la storia politica di Elena Proietti, 38 anni, ex arbitro di calcio ed ex amministratrice locale. La sua esperienza politica si era sviluppata interamente nell’area di Fratelli d’Italia, passando dagli incarichi territoriali fino all’approdo nello staff ministeriale.

Agli amici più stretti, secondo quanto riferito, Proietti avrebbe espresso tutta la propria amarezza per una decisione che rischia ora di avere ripercussioni anche sul piano personale e familiare.

Il caso Regeni e le tensioni interne

Tra le possibili cause della rottura ci sarebbe il mancato finanziamento a un documentario dedicato a Giulio Regeni, tema che avrebbe provocato forti irritazioni all’interno del ministero. Secondo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore, il ministro Giuli non sarebbe stato informato preventivamente della decisione.

Un episodio che avrebbe alimentato tensioni interne e portato alla ricerca di eventuali responsabilità organizzative. Tuttavia, secondo quanto riferito da persone vicine a Merlino, lo stesso ex capo della segreteria tecnica avrebbe respinto qualsiasi addebito diretto, sostenendo che le commissioni incaricate della valutazione delle opere cinematografiche operano in piena autonomia.

La vicenda avrebbe quindi aperto una riflessione più ampia sugli equilibri interni al ministero e sulla gestione dei rapporti tra struttura politica e organismi tecnici.

Il precedente del viaggio negli Stati Uniti

Tra gli episodi che avrebbero contribuito a incrinare il rapporto tra il ministro e Elena Proietti viene indicato anche quanto accaduto il 22 marzo scorso, in occasione della partenza di Giuli per New York.

Secondo quanto emerso, la collaboratrice non si sarebbe presentata all’aeroporto per accompagnare il ministro durante il viaggio istituzionale. Un’assenza che avrebbe creato forte irritazione all’interno dello staff.

Successivamente, la stessa Proietti aveva spiegato di essere stata colpita improvvisamente da una grave colica renale che aveva reso necessario il ricovero in ospedale. Nonostante quell’episodio, fino a poche settimane fa i rapporti con il ministro sembravano comunque mantenersi distesi.

In diverse occasioni pubbliche, infatti, Proietti aveva parlato di Giuli sottolineandone le qualità umane e culturali, descrivendolo come una persona capace di trasmettere competenze e conoscenze a chi lavorava accanto a lui.

Ora, però, la fine improvvisa della collaborazione apre nuovi interrogativi sul clima interno al ministero della Cultura e sui possibili effetti politici di una vicenda che continua a far discutere il mondo della destra italiana.

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