Vai al contenuto

Follia nell’ospedale italiano. Intervento finisce malissimo, scoppia il caos: cosa è successo

Pubblicato: 12/05/2026 10:37

Quella che inizialmente sembrava una complicazione medica destinata a essere chiarita tra visite specialistiche e richieste di documentazione sanitaria si è trasformata nel tempo in una vicenda giudiziaria complessa, fatta di accuse pesanti, denunce incrociate e ricostruzioni completamente opposte. Al centro della storia ci sono un intervento oculistico ambulatoriale, la perdita della vista da parte di un paziente e una successiva lite degenerata in uno scontro fisico all’interno di uno studio medico.

Il caso, che ora rischia di approdare in aula su più fronti, intreccia aspetti sanitari, investigativi e penali. Gli accertamenti della Procura hanno infatti aperto scenari molto più ampi rispetto al solo esito dell’operazione chirurgica, arrivando a coinvolgere anche la documentazione clinica e l’utilizzo di un farmaco biologico che, secondo l’accusa, non sarebbe stato autorizzato.
Leggi anche: Paralizzato per un’operazione sbagliata: due medici condannati a risarcire 1 milione di Euro

La Procura chiede il rinvio a giudizio

La Procura di Pescara ha chiesto il rinvio a giudizio per un noto professionista oculista accusato di aver utilizzato un farmaco non autorizzato dall’Aifa durante un intervento ambulatoriale eseguito su un paziente che successivamente avrebbe perso completamente la vista da un occhio.

Nell’imputazione vengono contestati i reati di falso e somministrazione di un farmaco biologico importato dalla Svizzera, l’Avastin, ritenuto al centro dell’inchiesta giudiziaria.

Secondo quanto riportato negli atti, il medico, convenzionato con la Regione Abruzzo per prestazioni di specialistica ambulatoriale, avrebbe somministrato il farmaco nel corso di interventi oftalmici effettuati tra aprile e giugno del 2024 senza acquisire preventivamente il consenso informato del paziente.

L’accusa sostiene inoltre che nelle schede relative agli interventi sarebbero stati omessi diversi elementi considerati fondamentali, tra cui la somministrazione del farmaco, l’iniezione intravitreale eseguita all’occhio destro, la presenza di un altro medico in sala operatoria, il materiale utilizzato e l’insorgenza di complicazioni.

Gli interventi sarebbero stati eseguiti nello studio professionale dell’oculista alla presenza di un secondo medico.

La perdita della vista e le contestazioni del paziente

La vicenda avrebbe assunto contorni ancora più gravi dopo che il paziente, rivolgendosi ad altri specialisti, avrebbe ricevuto conferma della perdita completa della vista dall’occhio sinistro.

Da quel momento sarebbero iniziati i contrasti con il professionista che aveva effettuato l’intervento. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti difensivi della parte offesa, il paziente si sarebbe recato nello studio medico per chiedere copia della cartella clinica, presumibilmente con l’intenzione di avviare un’azione legale.

Proprio quella richiesta avrebbe fatto esplodere la tensione all’interno dell’ambulatorio.

Secondo il racconto riportato nell’opposizione presentata dall’avvocata Daniela De Sanctis, il medico avrebbe attribuito al paziente la responsabilità dell’esito negativo dell’intervento, sostenendo che durante l’iniezione intraoculare si sarebbe mosso improvvisamente.

Sempre secondo questa ricostruzione, il professionista si sarebbe inoltre rifiutato di consegnare la documentazione clinica sostenendo che il paziente avrebbe dovuto versare ulteriori somme di denaro.

La lite nello studio medico e le denunce reciproche

La discussione sarebbe rapidamente degenerata fino ad arrivare a uno scontro fisico. Su questo punto le versioni fornite dalle parti risultano profondamente differenti.

Il medico sostiene di essersi difeso durante la colluttazione, mentre il paziente lo accusa di averlo colpito più volte con un bisturi. A complicare ulteriormente il quadro investigativo c’è una registrazione audio effettuata dalla figlia del paziente, presente durante la lite.

Anche la donna sostiene di essere stata aggredita nel corso dell’episodio.

Dopo la colluttazione sul posto sarebbero intervenuti polizia e personale sanitario. Padre e figlia vennero trasportati in ospedale, con il paziente che presentava ferite e tagli al braccio.

Da quel momento sono scattate le denunce reciproche e la Procura ha disposto una perquisizione dello studio medico. Proprio durante gli accertamenti sarebbe emersa la questione relativa al farmaco non autorizzato utilizzato negli interventi.

Ingresso di un moderno ospedale europeo

Il doppio binario giudiziario

Sul fronte delle accuse legate alla presunta aggressione fisica, il pubblico ministero Andrea Di Giovanni ha chiesto l’archiviazione della posizione del medico per il reato di lesioni personali.

Parallelamente, però, la Procura ha ottenuto un decreto penale di condanna nei confronti del paziente e della figlia per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, con una multa da 3mila euro.

Contro questo provvedimento l’avvocata Daniela De Sanctis ha presentato opposizione, sostenendo che l’intera vicenda avrebbe dovuto seguire un unico percorso giudiziario e non essere suddivisa in procedimenti distinti.

Nell’opposizione il legale ricostruisce tutti gli eventi, partendo dall’intervento oculistico fino alla lite nello studio medico, chiedendo l’audizione di testimoni e l’acquisizione dei verbali delle forze dell’ordine intervenute sul posto.

Il nodo del bisturi e della documentazione clinica

Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio le ferite riportate dal paziente durante la colluttazione. Secondo la difesa della parte offesa, i tagli non sarebbero compatibili con semplici cadute accidentali durante la lite.

L’avvocata De Sanctis sostiene inoltre che gli investigatori non avrebbero cercato il bisturi che, secondo l’accusa del paziente, sarebbe stato utilizzato durante l’aggressione.

Nel frattempo, davanti al giudice per l’udienza preliminare, il procedimento principale continuerà a concentrarsi soprattutto sull’utilizzo del farmaco Avastin e sulle presunte irregolarità legate agli interventi oculistici effettuati dal professionista.

Una vicenda che continua quindi a svilupparsi su più livelli giudiziari, con al centro sempre lo stesso paziente e una perdita della vista che ha dato origine a un caso destinato ancora a far discutere.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 12/05/2026 11:24

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure