Vai al contenuto

Mattarella agli infermieri: “Il Covid non fu una semplice influenza”. E l’affondo contro i No Vax

Pubblicato: 13/05/2026 13:20
mattarella

Parole nette, a tratti durissime, dal Quirinale. Durante la Giornata internazionale dell’infermiere, Sergio Mattarella ha reso omaggio al personale sanitario e ha respinto con forza le letture negazioniste della pandemia.

È la prima volta che un presidente della Repubblica partecipa ufficialmente alla cerimonia dedicata agli infermieri. E il messaggio, tra riconoscenza e allarme, arriva in un momento in cui il dibattito sul Covid non si è mai davvero spento.

Un omaggio agli “eroi dell’esercito del bene”

Nel suo intervento, Mattarella ha ricordato gli anni più drammatici dell’emergenza sanitaria, sottolineando il ruolo centrale di chi ha lavorato nei reparti e nelle corsie degli ospedali italiani durante il Coronavirus.

Gli infermieri sono stati definiti “gli eroi dell’esercito del bene”: una formula che restituisce il senso di quei mesi vissuti sul filo, tra turni massacranti e un sistema sanitario sotto pressione.

“Il Covid non fu una semplice influenza”

Il passaggio più incisivo è arrivato quando il capo dello Stato ha richiamato le immagini simbolo della pandemia: le città vuote, gli ospedali al limite, le vittime portate via dai camion militari.

“Qualcuno, con sprezzo dei defunti di quei terribili giorni, cerca di derubricarla a poco più di una leggera influenza”, ha dichiarato il presidente della Repubblica.

Parole che suonano come una risposta diretta al mondo No Vax e, più in generale, a chi continua a minimizzare la gravità della pandemia o a mettere in discussione le campagne vaccinali.

I sacrifici e le vittime tra medici e infermieri

Nel discorso, Mattarella ha insistito su un punto: il contributo degli operatori sanitari non può essere archiviato come un capitolo chiuso. La memoria di quei giorni, ha fatto capire, è un dovere civile.

Ha parlato di “sacrifici immani” e ha ricordato che ci sono state vittime anche tra il personale medico e infermieristico. Un prezzo altissimo, che ancora oggi pesa nel racconto collettivo del Covid.

Il valore della professione infermieristica

Entrando nel merito del ruolo degli infermieri, il presidente ha definito la professione un “crocevia di alti valori umani”, richiamando l’assistenza ai pazienti senza distinzioni legate a condizioni sociali, economiche o culturali.

“Voi siete i protagonisti dei diritti sanciti dalla Costituzione”, ha detto rivolgendosi direttamente agli infermieri presenti.

La sanità come pilastro della democrazia

Nel suo intervento Mattarella ha citato anche le crisi internazionali, ricordando i “gesti eroici compiuti a Gaza” dal personale sanitario impegnato nelle emergenze.

Il quadro tracciato è più ampio: per il capo dello Stato, la sanità è un pilastro del modello sociale europeo e il diritto universale alla salute resta “una pietra angolare della democrazia”.

L’allarme sulla carenza di personale sanitario

Accanto ai riconoscimenti, è arrivato anche un messaggio concreto sui problemi strutturali della sanità italiana. Mattarella non ha girato intorno al tema: “La carenza di personale è un tema ineludibile”.

Durante la giornata è stato citato un dato che fotografa l’emergenza: il sistema sanitario italiano avrebbe un deficit di almeno 40 mila infermieri, tra retribuzioni basse e professionisti che scelgono di andare a lavorare all’estero.

Le richieste di Fnopi e l’impegno del ministero

Alla cerimonia, Barbara Mangiacavalli, presidente della Fnopi, ha chiesto un “intervento strategico” per affrontare la crisi del settore.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha promesso nuovi interventi per rafforzare il personale sanitario, in un contesto che resta delicato e sotto osservazione.

Il messaggio sull’autonomia differenziata

Nel discorso non è mancato un passaggio politico: Mattarella ha richiamato il tema dell’autonomia differenziata, riforma che continua a dividere il Paese.

Secondo il presidente, i servizi sanitari non possono produrre cittadini di serie A e di serie B: “Il necessario radicamento dei servizi di cura non può tollerare disparità tra territori”, ha affermato.

Un intervento che guarda anche ai prossimi sviluppi

Un richiamo che molti osservatori interpretano come una critica indiretta ai rischi di una sanità troppo diversa tra Nord e Sud.

Le parole del capo dello Stato arrivano mentre l’attenzione mediatica torna a concentrarsi sui temi sanitari anche per i nuovi casi monitorati di Hantavirus. E il ricordo del Covid, ancora una volta, si riprende il centro del dibattito pubblico italiano.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 13/05/2026 13:22

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure