
Roma, il Pontefice in visita all’università tra studenti e docenti. Il messaggio al centro del suo intervento riguarda la pace, il ruolo della cultura e le responsabilità della ricerca scientifica in un mondo segnato dai conflitti. L’incontro si è svolto questa mattina alla Sapienza, dove il Papa è stato accolto dalla rettrice Antonella Polimeni e da una folta rappresentanza della comunità accademica.
L’arrivo alla Sapienza e il dialogo con gli studenti
Il Papa ha aperto il suo intervento con un saluto rivolto alla comunità universitaria, sottolineando la gioia di poter incontrare studenti e docenti in un luogo simbolo della formazione e del pensiero critico. La visita è stata seguita anche attraverso maxischermi allestiti nel piazzale dell’ateneo, permettendo a centinaia di giovani di partecipare all’evento.
Nel suo discorso ha richiamato la necessità di “intelligenza e audacia” per affrontare le sfide del presente, ponendo l’attenzione su un mondo segnato da guerre e linguaggi sempre più polarizzati. Ha quindi lanciato una riflessione sul concetto di sicurezza internazionale, mettendo in discussione la crescente corsa agli armamenti.
Il discorso da brividi: la critica al riarmo e il richiamo alla pace
Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda la crescita delle spese militari a livello globale. Il Pontefice ha affermato che non si può definire “difesa” un processo di riarmo che, a suo giudizio, finisce per alimentare tensioni e insicurezza. Il riferimento è anche al rischio di sottrarre risorse a settori fondamentali come istruzione e sanità.
Il Papa ha poi ampliato lo sguardo ai principali scenari di crisi internazionale, citando Ucraina, Gaza, territori palestinesi, Libano e Iran. Ha descritto una “spirale di annientamento” legata all’evoluzione delle tecnologie applicate ai conflitti, invitando a orientare ricerca e investimenti verso la tutela della vita e della pace.
Il ruolo dell’università e la responsabilità della conoscenza
Nel corso dell’incontro, Leone XIV ha riconosciuto il valore della Sapienza come polo accademico e sociale, evidenziando l’impegno dell’ateneo nel garantire il diritto allo studio anche a studenti in condizioni difficili. Ha citato iniziative legate all’inclusione e ai percorsi universitari per persone provenienti da contesti di guerra.
Particolare attenzione è stata dedicata al dialogo con alcune studentesse palestinesi, che hanno raccontato le difficoltà legate all’interruzione degli studi a causa del conflitto. Il Papa ha quindi ribadito il ruolo dell’università come spazio di crescita civile e di costruzione della pace.
L’appello finale: “Artigiani di pace”
Rivolgendosi direttamente ai giovani, il Pontefice ha invitato a non rinunciare al futuro e a custodire la giustizia come impegno quotidiano. Ha esortato gli studenti a diventare “artigiani di pace”, sottolineando come lo studio rappresenti uno strumento fondamentale per immaginare alternative ai conflitti.
Anche ai docenti ha dedicato un passaggio significativo, definendo l’insegnamento una forma di cura e responsabilità verso la vita umana, al pari di altre azioni di solidarietà e sostegno verso i più fragili.


