
Una testimonianza destinata a riaccendere il dibattito attorno al caso di Garlasco arriva nel corso della trasmissione Storie Italiane, in onda su Rai1 e condotta da Eleonora Daniele. Al centro dell’intervista, realizzata telefonicamente, le parole dell’ex fidanzata di Andrea Sempio, oggi nuovamente coinvolto nella nuova inchiesta della Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi.
La giovane descrive un ritratto personale dell’uomo molto distante da quello emerso negli atti giudiziari e nelle ricostruzioni investigative. Un’immagine che, almeno nella sua esperienza diretta, non coincide con quella di una figura problematica o socialmente isolata, ma di un ragazzo “normale”, con relazioni e una vita affettiva nella media.
Nel suo racconto, la donna chiarisce subito il proprio punto di vista: “Io ne ho un buon ricordo, non mi aspettavo assolutamente che succedesse niente del genere”, afferma. Poi aggiunge di aver scelto di prendere le distanze dalla vicenda giudiziaria: “È per questo che poi non ho più voluto guardare o avere a che fare con questa cosa”.

Uno dei passaggi più significativi riguarda proprio la narrazione pubblica sulla vita privata di Sempio. “Non sapevo parlasse in macchina da solo, onestamente. Non sapevo tante altre cose, come il fatto che si fosse detto per un tempo immemore che non si fosse legato a nessuno”, spiega. Poi precisa: “Non penso di essere l’unica persona con cui lui sia mai stato, mi ha parlato di altre ragazze. A me è sempre sembrata una persona normale”.
La relazione tra i due, secondo quanto raccontato, sarebbe durata circa tre anni. “Non c’erano sentimenti abbastanza profondi da portarci ad approfondire di più la vita dell’altro, probabilmente da parte mia e da parte sua”, ricorda l’ex fidanzata, sottolineando un rapporto vissuto senza particolari tensioni o eventi problematici.
Sul piano dei rapporti personali e familiari, la giovane aggiunge di non aver mai avuto un ingresso reale nella cerchia più stretta di Sempio. “Non ho conosciuto famiglia e amici”, afferma, descrivendo una relazione rimasta in una dimensione piuttosto riservata e limitata.
Anche rispetto alle questioni giudiziarie che hanno coinvolto negli anni il nome di Sempio, la donna sostiene che lui le avrebbe raccontato solo quanto già emerso pubblicamente. “Mi ha raccontato largamente del fatto che fosse stato indagato: ha detto quello che ha detto ai giornali, niente di più”, dice, escludendo confidenze particolari su aspetti più delicati o personali del caso.
Uno dei punti più rilevanti dell’intervista riguarda però il rapporto con Chiara Poggi, tema centrale dell’inchiesta. “Di Chiara non mi ha mai parlato e non sapevo niente di suoi traumi”, afferma con decisione, sottolineando l’assenza di riferimenti diretti alla vittima nel corso della loro relazione.
La giovane esclude inoltre comportamenti violenti o segnali preoccupanti: “Violento? No. Ho il ricordo di una persona con cui sono stata senza troppi problemi, non ce ne sono stati di nessun tipo”. Un giudizio netto, che contribuisce a delineare un profilo personale molto diverso da quello al centro delle ipotesi investigative.
Infine, il racconto si chiude con un ricordo più personale della loro storia. “Ci siamo lasciati perché le nostre strade erano diverse, io volevo qualcosa di più serio, lui no”, spiega. E conclude: “Ero innamorata e ho sofferto nella separazione come succede in milioni di altri casi”.
Una testimonianza che, pur restando confinata nell’ambito dei ricordi personali, si inserisce in un contesto mediatico e giudiziario ancora molto acceso, dove ogni elemento contribuisce ad alimentare il confronto tra ricostruzioni investigative, dichiarazioni e memorie individuali.


