
Le assunzioni sono arrivate nel giro di pochi giorni, con incarichi assegnati rapidamente e una lunga lista di nomi che, uno dopo l’altro, hanno iniziato a far emergere legami politici e familiari. Una vicenda che sta alimentando polemiche pesanti in Sicilia e che ha già provocato l’apertura di verifiche istituzionali e l’intervento della magistratura. Sullo sfondo c’è il tema, sempre delicato, dell’utilizzo degli enti pubblici come strumenti di consenso e collocamento politico.
A far discutere non sono soltanto gli incarichi conferiti, ma soprattutto i cognomi e le relazioni che emergono dagli elenchi dei collaboratori selezionati. Mogli, figli, generi, collaboratori e figure vicine a esponenti del centrodestra siciliano sarebbero stati assunti con contratti di collaborazione coordinata e continuativa all’interno di un ente regionale che si occupa di formazione sanitaria. Una situazione che ha immediatamente acceso lo scontro politico all’Assemblea regionale siciliana.
Al centro delle polemiche c’è il Cefpas, il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario, con sede a Caltanissetta. Tra il 3 e il 13 febbraio scorso l’ente, guidato dal manager uscente Roberto Sanfilippo, ha assegnato 75 incarichi co.co.co. della durata di due mesi, con compensi superiori ai 6mila euro.
Leggi anche: Arrestato il segretario politico: fermato in pubblico
L’esposto in Procura e le verifiche della Regione
Sulla vicenda è intervenuto il deputato regionale del Partito Democratico Nello Dipasquale, che ha annunciato di aver presentato un esposto alla Procura di Caltanissetta. Secondo il parlamentare regionale, il caso rappresenterebbe l’ennesimo esempio di utilizzo del sistema pubblico per favorire familiari e persone vicine alla politica.
Dipasquale ha spiegato di stare preparando anche un ulteriore dossier riguardante parenti di consiglieri comunali impiegati nelle aziende sanitarie provinciali. Pur sottolineando come l’abolizione del reato di abuso d’ufficio possa rendere più difficile contestare penalmente la procedura, il deputato ha ribadito la necessità di fare chiarezza sugli incarichi assegnati.
La questione è arrivata anche sul tavolo della commissione antimafia regionale, presieduta da Antonello Cracolici, che ha annunciato l’acquisizione degli atti e della denuncia per avviare approfondimenti sul caso.
Nel frattempo la Regione Siciliana ha disposto verifiche interne. Il neo assessore regionale alla Salute, il forzista Marcello Caruso, ha infatti istituito una commissione ispettiva incaricata di controllare la legittimità delle procedure utilizzate per il conferimento degli incarichi.

I nomi al centro delle polemiche
A scatenare le reazioni politiche è soprattutto la lista dei beneficiari dei contratti. Tra i nomi emersi compare Simona Sinagra, moglie del deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto.
Sempre nell’area vicina agli ambienti forzisti figurano anche Onofrio Magno e Carmelo Esposito, rispettivamente autista e genero del deputato regionale Michele Mancuso, attualmente agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta per corruzione legata alla gestione di fondi regionali.
Tra gli incarichi assegnati risultano inoltre quello ad Alessia Capozza, consigliera comunale di Casteltermini ed ex coordinatrice cittadina di “Azzurro Donna”, oltre a diversi altri nomi legati al panorama politico locale.
Nell’elenco figurano anche Carla del Popolo Carciopolo, sorella dell’assessore comunale nisseno Guido del Popolo Carciopolo, Sharon Roccia, figlia dell’ex manager dell’Asp di Caltanissetta Marcella Santino, e Leandro Campisi, figlio dell’ex sindaco di Caltanissetta Michele Campisi.
Compaiono poi Maurizio Bongiorno, figlio del sindaco di Racalmuto Calogero Bongiorno, e Rita Cortese, moglie del politico di Fratelli d’Italia Gianfranco Fuschi. Tra gli incaricati risultano anche Domenico Reina, fratello del cardinale Baldassarre Reina, Daniele Territo, presidente del consiglio comunale di Serradifalco e presidente dell’assemblea provinciale del PD di Caltanissetta, oltre a Dyana Intorre, consigliera comunale di Campobello di Licata vicina a Noi Moderati.

Lo scontro politico all’Ars
La vicenda ha provocato un duro confronto politico all’interno dell’Assemblea regionale siciliana. Durante il dibattito in aula è intervenuto il deputato regionale di Controcorrente Ismaele La Vardera, che ha attaccato duramente il sistema delle assunzioni al Cefpas.
Nel suo intervento, La Vardera ha definito l’ente un vero e proprio “stipendificio”, accusando la politica di utilizzare incarichi pubblici per favorire parenti e persone vicine agli ambienti istituzionali.
Le polemiche continuano intanto a crescere mentre si attendono gli esiti delle verifiche amministrative e degli eventuali approfondimenti giudiziari. Al centro resta il tema della trasparenza nelle assunzioni pubbliche e dell’utilizzo degli enti regionali, una questione che da anni alimenta il dibattito politico in Sicilia.


