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Garlasco, spunta l’asso nella manica della difesa: cosa vogliono fare

Pubblicato: 15/05/2026 11:18

Giornate scandite da interrogatori tecnici, test psicologici e analisi forensi hanno riportato al centro dell’attenzione il caso Garlasco, uno dei procedimenti giudiziari più complessi e discussi degli ultimi anni. Nel cuore della strategia difensiva di Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, si sta sviluppando un lavoro articolato di consulenze e contro-analisi scientifiche che punta a ribaltare o quantomeno indebolire l’impianto accusatorio.

Il percorso difensivo si sta muovendo su più livelli, tra valutazioni psicologiche, ricostruzioni forensi e perizie tecniche, in un contesto in cui ogni elemento viene analizzato per essere inserito o contestato all’interno del quadro probatorio. Le attività svolte negli ultimi giorni rappresentano uno snodo cruciale della strategia legale, che mira a ridefinire la lettura degli elementi raccolti dagli inquirenti.
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I test psicologici e la strategia difensiva

Per circa un giorno e mezzo Andrea Sempio è stato sottoposto a una serie intensa di domande sulla sua vita personale, sulle reazioni emotive e sui comportamenti abituali. Le sessioni sono state interamente registrate da telecamere, mentre venivano somministrati test psicodiagnostici tra cui il MMPI, uno degli strumenti più utilizzati per la valutazione della personalità.

L’attività si è svolta all’interno del centro diagnostico “Genomica” di Roma, nei pressi della stazione Tiburtina, dove per tre giorni il 38enne e i suoi consulenti hanno lavorato a stretto contatto con specialisti nominati dalla difesa. Tra questi accertamenti figura anche il contributo della psicologa e psicoterapeuta Valentina Marsella, incaricata di fornire una lettura alternativa del profilo psicologico dell’indagato.

L’obiettivo dichiarato del pool difensivo, composto dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, è quello di smontare le conclusioni degli inquirenti, che si basano anche sulle valutazioni del reparto investigativo Racis dei Carabinieri, secondo cui Sempio avrebbe una presunta “innata capacità di mentire”, elemento che la difesa contesta con decisione.

Andrea Sempio durante gli sviluppi dell

Le consulenze tecniche e il nodo delle prove

La strategia difensiva non si limita all’ambito psicologico. Entro i termini previsti dopo l’avviso di conclusione delle indagini, il collegio difensivo presenterà almeno sei consulenze tecniche, con l’obiettivo di affrontare punto per punto le evidenze raccolte dalla Procura.

Tra le più rilevanti figura la consulenza antropometrica, affidata al tecnico Armando Palmegiani, che avrebbe evidenziato una possibile incongruenza tra la misura della scarpa dell’indagato e quella attribuita all’autore dell’omicidio. Secondo questa ricostruzione, Sempio calzerebbe il numero 44, mentre l’impronta repertata sulla scena del crimine sarebbe riconducibile a una scarpa Frau numero 42, elemento che per la difesa rappresenterebbe un punto critico dell’impianto accusatorio.

Accanto a questa analisi, il lavoro dei consulenti comprende anche una perizia informatica, una consulenza medico-legale in risposta alle valutazioni dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, oltre a un approfondimento sulla Bloodstain Pattern Analysis e a un accertamento dattiloscopico sull’impronta 33.

Proprio quest’ultima rappresenta uno dei nodi centrali dell’indagine: si tratta della traccia rinvenuta sulla parete delle scale vicino al luogo in cui fu trovato il corpo di Chiara Poggi. Per l’accusa, quell’impronta sarebbe stata lasciata da Sempio con una mano bagnata durante l’azione omicidiaria. La difesa, invece, contesta questa interpretazione sostenendo che la traccia potrebbe risalire a un momento precedente al delitto, quando l’indagato frequentava la casa in compagnia dell’amico Marco Poggi.

Il rientro e la pressione mediatica

Dopo i tre giorni di attività a Roma, Andrea Sempio è rientrato a Milano insieme ai suoi legali. All’arrivo era presente una forte attenzione mediatica, con giornalisti, fotografi e troupe televisive ad attendere il suo arrivo.

L’avvocata Angela Taccia ha descritto una situazione di forte pressione, sottolineando come il suo assistito appaia provato da settimane di lavoro intenso tra consulenze e isolamento quasi totale. Da quel momento, il team difensivo ha scelto il silenzio pubblico per concentrarsi esclusivamente sull’analisi degli atti e sulla costruzione della strategia processuale.

Resta aperto anche un ulteriore passaggio cruciale: la decisione se Andrea Sempio debba essere interrogato prima dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Pavia. Una scelta che potrebbe incidere in modo significativo sull’evoluzione del procedimento nel caso Garlasco, ancora lontano da una sua definizione giudiziaria.

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