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Trovati i corpi dei turisti scomparsi in provincia di Udine: il drammatico annuncio

Pubblicato: 16/05/2026 12:15

Si sono concluse nel modo più tragico le ricerche dei due escursionisti stranieri dispersi da ieri nell’area montana di Sella Chianzutan, nel territorio di Verzegnis, in provincia di Udine. I due uomini sono stati trovati senza vita lungo la cresta tra il monte Piombada e il monte Bottai, dopo ore di ricerche serrate in una delle zone più impervie del Friuli-Venezia Giulia.

Il ritrovamento è avvenuto grazie al sorvolo dell’elicottero della Protezione civile del Friuli-Venezia Giulia, impegnato nelle operazioni di individuazione dall’alto. Una volta localizzati i corpi, è scattato immediatamente il recupero da parte delle squadre di terra, che hanno raggiunto l’area montana per il recupero delle salme.

Le ricerche erano riprese all’alba con un imponente dispiegamento di forze. Sul campo hanno operato decine di operatori del Soccorso Alpino, appartenenti alle stazioni di Forni Avoltri e Udine, insieme ai militari della Guardia di Finanza e ai Vigili del fuoco, supportati da unità cinofile e droni utilizzati per scandagliare i punti più difficili da raggiungere della montagna.

I due escursionisti erano un cittadino austriaco di 23 anni e un amico di nazionalità tedesca. Secondo le prime ricostruzioni, i due erano partiti nella giornata di lunedì 11 maggio da Palazzolo dello Stella, dove il giovane austriaco aveva lasciato parcheggiato il proprio camper prima di avventurarsi in montagna.

Nel pomeriggio precedente al ritrovamento, i soccorritori avevano individuato alcune tracce compatibili con il loro passaggio in diversi punti dell’area, elementi che avevano permesso di concentrare le operazioni nella zona di Sella Chianzutan. Da quel momento le ricerche si erano intensificate, nella speranza di un esito diverso.

L’intervento congiunto di elicotteri e squadre a terra ha poi portato all’individuazione dei due corpi lungo la cresta montuosa, confermando purtroppo il peggiore degli scenari possibili. Le condizioni del terreno e la conformazione dell’area hanno reso particolarmente complesse tutte le fasi delle operazioni.

Dopo il ritrovamento, le salme sono state recuperate e trasferite dai soccorritori, mentre le autorità competenti hanno avviato gli accertamenti di rito per chiarire le circostanze dell’incidente.

La tragedia riporta l’attenzione sui rischi legati all’escursionismo in montagna, soprattutto in aree isolate e tecnicamente impegnative come quelle del Friuli-Venezia Giulia, dove anche brevi errori di orientamento possono avere conseguenze fatali.

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Ultimo Aggiornamento: 16/05/2026 12:57

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