
Un audio rimasto finora inedito riporta sotto i riflettori le parole pronunciate da Alberto Stasi prima della sua condanna definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. La clip, trasmessa durante la trasmissione Quarto Grado, mostra uno sfogo intenso e carico di tensione dell’allora imputato, che davanti ai giudici ribadiva con forza la propria innocenza nel delitto di Garlasco.
«Si dimentica sempre che Chiara non era una sconosciuta per me. Non si è mai detto nulla di questo», dice Stasi nell’aula di tribunale, contestando l’impianto accusatorio costruito nei suoi confronti. Secondo l’ex studente della Bocconi, le indagini avrebbero progressivamente perso di vista il quadro generale, concentrandosi invece su dettagli e ricostruzioni che, a suo dire, non dimostravano la sua colpevolezza.
Tra i tanti audio che vi faremo ascoltare per la prima volta possiamo proporvi in esclusiva l’ultimo disperato appello di Alberto Stasi prima di essere condannato#Quartogrado pic.twitter.com/OIuok2XbUG
— Quarto Grado (@QuartoGrado) May 15, 2026
Nel passaggio più duro dell’intervento, Stasi ripercorre gli anni trascorsi sotto accusa parlando di continue contestazioni e sospetti. «In questi sette anni e mezzo, quasi otto, ne ho viste di tutti i colori», afferma. Poi cita uno degli episodi che più lo avevano colpito durante il processo: la vicenda dello “scambio dei pedali” della bicicletta, una delle piste investigative discusse durante il procedimento.
«Ho passato un’estate additato come quello che aveva scambiato i pedali», racconta Stasi nel suo sfogo. «Poi il Procuratore Generale porta una consulenza tecnica che esclude matematicamente questa possibilità». Un riferimento che l’ex imputato utilizza per sostenere la tesi secondo cui, ogni volta che emergeva un elemento potenzialmente favorevole alla difesa, veniva immediatamente cercata una nuova interpretazione accusatoria.
Ancora più pesante l’attacco rivolto direttamente agli investigatori e alla gestione delle prove. «Ogni volta che c’è un fatto che mi scagiona si cerca un altro modo per raccontare la storia», afferma Stasi. E poi aggiunge una frase destinata a riaprire inevitabilmente il dibattito sul caso: «È come quando un carabiniere chiede uno scontrino per un alibi, poi lava i pantaloni e lo scontrino diventa illeggibile. Questo è quello che avete fatto col mio pc».
Parole che oggi assumono un significato ancora più forte alla luce della nuova svolta giudiziaria sul delitto di Garlasco. La riapertura dell’inchiesta e l’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio per omicidio stanno infatti riportando sotto esame alcuni passaggi delle indagini originarie e alimentando nuove discussioni sulla ricostruzione del caso.
Nonostante la condanna definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi, Stasi ha sempre continuato a proclamarsi innocente. L’audio trasmesso da Quarto Grado restituisce oggi il clima di forte pressione vissuto durante il lungo iter processuale e aggiunge un nuovo tassello mediatico a uno dei casi giudiziari più controversi e discussi della cronaca italiana.


